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Scoperta del set di Il Gattopardo: Ciminna tra cinema e arte

Ciminna rivive il fascino del film di Visconti con mostre, musei e luoghi sacri, accogliendo ospiti francesi e siciliani.

Scoperta del set di Il Gattopardo: Ciminna tra cinema e arte

Ciminna, piccolo comune dell’entroterra palermitano, è diventato di nuovo il palcoscenico di un evento culturale internazionale. Grazie al gemellaggio attivo con Plougastel-Daoulas, cittadina della Bretagna francese, sin dal 2010, venti visitatori hanno trascorso una giornata alla scoperta del film di Luchino Visconti, Il Gattopardo girato quasi interamente tra le sue strade. Contemporaneamente, un gruppo della Parrocchia di San Paolo di Castellammare del Golfo è stato guidato attraverso un itinerario che ha unito cinema, musei e architettura sacra, dimostrando la ricchezza storica del borgo.

Il gruppo di Plougastel-Daoulas scopre la “Donnafugata” di Ciminna

Circa venti turisti provenienti da Plougastel-Daoulas, con cui il comune è gemellato dal 2010, hanno partecipato a una giornata tematica dedicata al capolavoro visivo tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Accompagnati da Vito Mauro, presidente della Pro Loco di Ciminna, e da Giuseppe Guttilla e Dino Paladino, gli ospiti sono stati accolti nei locali dell’ex Pretura in via Roma, sede della più ampia esposizione fotografica sul film. Qui il presidente locale di BCsicilia Giuseppe Cusmano, ha illustrato le riprese, i personaggi e i retroscena di una produzione realizzata dalla storica casa Titanus con protagonisti internazionali come Alain Delon, Claudia Cardinale e Sergio Regiani.

La mostra fotografica “Il Gattopardo”

La mostra, curata da BCsicilia in collaborazione con il Centro Studi “La Donnafugata del Gattopardo”, espone circa 300 immagini scattate durante le fasi di produzione, includendo ciak originali, scene tagliate e scatti “dietro le quinte”. Sono presenti anche cimeli provenienti dal set, testimonianze della partecipazione corale dei cittadini di Ciminna e schede esplicative che descrivono come il villaggio sia stato trasformato per tre mesi nella mitica Donnafugata del romanzo. La presenza di tali oggetti ha stimolato la curiosità dei visitatori, i quali hanno posto numerose domande a cui il presidente Cusmano ha risposto con dettagli precisi.

Visita della Parrocchia di San Paolo di Castellammare del Golfo

Un altro gruppo, formato da membri della Parrocchia di San Paolo di Castellammare del Golfo, ha seguito un itinerario organizzato da BCsicilia e dall’Associazione Genesis. Dopo aver ammirato la stessa esposizione fotografica, i partecipanti sono stati condotti al Polo Museale, dove sono esposte opere d’arte locali che testimoniano la continuità storica del territorio. L’associazione ha poi guidato il gruppo verso la Chiesa Madre di Santa Maria Maddalena luogo iconico che nel 1962 ha fatto da sfondo a diverse scene del film, conferendo al luogo un valore sia spirituale che cinematografico.

Il patrimonio artistico legato al film

La visita della chiesa ha permesso di approfondire le ricchezze architettoniche e le opere d’arte custodite al suo interno, molte delle quali sono state immortalate dietro la macchina da presa di Visconti. Gli abitanti di Ciminna hanno raccontato come la comunità abbia collaborato attivamente durante le riprese, trasformando case, strade e spazi pubblici in scenari dell’epoca borbonica. Il racconto ha suscitato un vivace scambio culturale, con i parrocchiani che hanno confrontato le proprie radici religiose con il patrimonio cinematografico del paese.

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