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Indagine sulla morte di Conigliaro dopo l’arresto in via Vittime della Violenza

Agostino Conigliaro muore all’ospedale di Lodi dopo un intervento dei carabinieri; la Procura apre indagine e iscrive i militari al modello 45 bis.

Indagine sulla morte di Conigliaro dopo l’arresto in via Vittime della Violenza

Il 39enne Agostino Conigliaro originario di Palermo ma residente in Lombardia, è stato trovato morto all’ospedale Maggiore di Lodi. Il decesso, avvenuto lunedì 13 ottobre, avviene trenta ore dopo un incidente avvenuto durante un’operazione di ordine pubblico nella notte fra il 10 e l’11 ottobre. La vicenda ha subito l’intervento della Procura di Lodi, che ha dato il via a una serie di accertamenti giudiziari.

Intervento dei carabinieri nella notte del 10-11 ottobre

Intorno alle 04.30, diversi residenti hanno avvisato il 112 di una presenza anomala all’interno del condominio situato in via Vittime della Violenza. Testimoni hanno riferito di aver visto un uomo sul ponteggio del cortile, in evidente stato di agitazione. I carabinieri della Radiomobile sono arrivati sul posto, hanno contenuto il soggetto e lo hanno ammanettato, appoggiandosi su una procedura di contenimento previsto per comportamenti violenti e gravemente autolesionistici. L’uomo, poi identificato come Agostino Conigliaro, è stato trasferito in un’area di sicurezza del residence, dove è stato verificato un improvviso malore.

Procedura di contenimento e ammanamento

Secondo le dichiarazioni della procuratrice Laura Pedio, il soggetto è stato “contenuto e ammanettato” prima di manifestare i sintomi del malore. L’intervento è stato coadiuvato da alcuni residenti e da una volante della polizia locale dotata di defibrillatore (Dae). Nonostante i tentativi di rianimazione sul posto, Conigliaro è stato trasportato d’urgenza in codice rosso al ospedale Maggiore di Lodi dove è deceduto la mattina successiva.

Procedimenti giudiziari e modello 45 bis

La Procura di Lodi ha aperto un fascicolo, iscrivendo i due militari intervenuti al modello 45 bis una sezione del registro delle annotazioni preliminari introdotto dal decreto sicurezza. Tale iscrizione è prevista quando il reato è commesso in presenza di una causa di giustificazione, come nel caso di un intervento di contenimento per comportamenti pericolosi. Il fascicolo è affidato al comando provinciale dei carabinieri, sotto la guida del colonnello Emanuele Leuzzi, che coordinerà le indagini per chiarire le dinamiche del fermo e del successivo malore.

Autopsia e verifiche sui sanitari

L’autopsia, fissata per il 15 ottobre, dovrà stabilire se la causa del decesso sia stata un arresto cardiocircolatorio, una conseguenza diretta dell’intervento dei militari oppure un effetto dei comportamenti autolesionistici. Inoltre, la Procura ha disposto l’esame tossicologico di Conigliaro e sta valutando eventuali condotte colpose dei sanitari che hanno curato il paziente durante le trenta ore di ricovero. L’obiettivo è stabilire se vi siano state negligenze o errori nella gestione dell’emergenza medica.

Il paese d’origine del defunto, Sant’Angelo Lodigiano, ha espresso profondo cordoglio sui social, descrivendo Conigliaro come “un bravo ragazzo, fragile, mai violento”. La comunità rimane scossa, mentre le indagini continuano a delineare le responsabilità legali e professionali degli attori coinvolti.

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