Con l’avvicinarsi di dicembre 2026, migliaia di pensionati italiani si trovano a controllare il cedolino della pensione in attesa di una possibile sorpresa: un importo extra di 154,94 euro. Questa somma, comunemente chiamata Bonus Natale viene erogata dall’INPS a chi soddisfa determinati parametri di reddito e di importo pensionistico.
Non si tratta di una novità introdotta quest’anno: la misura è prevista dalla legge 388 del 2000 ed è destinata a sostenere i pensionati con risorse più contenute. Il pagamento avviene una sola volta all’anno, solitamente con la mensilità di dicembre, ma non è automatico per tutti i titolari di pensione minima.
Che cos’è il Bonus Natale 2026
Il Bonus Natale è un contributo aggiuntivo che si somma alla normale pensione e alla tredicesima, senza alcuna domanda da parte del beneficiario, purché siano rispettati i criteri previsti dalla normativa. Una tantum non genera un aumento permanente dell’assegno e non è soggetto a IRPEF. L’importo massimo riconosciuto per il 2026 è di 154,94 euro.
Le soglie pensionistiche per l’erogazione
Il punto di riferimento principale è il trattamento minimo INPS, pari a 611,85 euro al mese (7.954,05 euro annui per tredici mensilità). Chi percepisce una o più pensioni con un totale annuo non superiore a tale cifra può accedere al bonus in tutta la sua ampiezza. Chi ha un reddito pensionistico compreso tra 7.954,05 euro e 8.108,99 euro ha diritto a una quota ridotta, calcolata come la differenza necessaria per raggiungere la soglia di 8.108,99 euro; ad esempio, con una pensione annuale di 8.000 euro, il bonus sarà di 108,99 euro. Oltre gli 8.108,99 euro di pensione annua, l’agevolazione non è più riconosciuta.
Limiti reddituali personali e di coppia
Oltre al requisito pensionistico, l’INPS verifica il reddito complessivo soggetto a IRPEF. Per il 2026 il tetto di reddito personale è fissato a 11.931,08 euro annui. Nei casi di coniugato o unione civile, si considera anche il reddito familiare che non deve superare i 23.862,15 euro annui, mantenendo comunque il limite individuale di 11.931,08 euro. Qualsiasi altra entrata – lavoro dipendente, part-time, redditi da capitale o altre prestazioni imponibili – può far scavalcare le soglie e annullare il diritto al bonus. È importante notare che le prestazioni assistenziali, l’assegno sociale e alcune categorie di pensione (es. dipendenti di enti creditizi) sono escluse dal beneficio.
Pagamento, controlli e possibili ricorsi
L’erogazione avviene d’ufficio: l’INPS, basandosi sui dati presenti nei propri archivi, accredita l’importo direttamente nella busta di dicembre, insieme alla pensione ordinaria e alla tredicesima. Poiché il riconoscimento è soggetto a verifiche successive, è possibile che, in caso di incongruenze, l’Istituto richieda la restituzione delle somme indebitamente versate mediante trattenute rateizzate. Chi non visualizza il bonus sul proprio cedolino può accedere al portale INPS o rivolgersi a un patronato per richiedere la ricostituzione della pensione e verificare la correttezza dei dati reddituali considerati.



