Negli ultimi anni il biologico è tornato a occupare un ruolo centrale nelle scelte di spesa delle famiglie italiane, manifestando segnali concreti di consolidamento. I dati dell’Osservatorio Ismea-NielsenIQ mostrano come il valore degli acquisti abbia raggiunto i 4,4 miliardi di euro, con una crescita significativa rispetto all’anno precedente; questo risultato indica che il mercato bio non è più una nicchia passeggera, ma un segmento sempre più rilevante del sistema agroalimentare.
Parallelamente all’incremento del fatturato si osserva un aumento dei volumi comprati, segnale di una domanda che diventa più stabile e diffusa. In questo contesto, termini come domanda strutturale descrivono il passaggio da comportamenti occasionali a preferenze d’acquisto consolidate, mentre l’attenzione dei consumatori si concentra su qualità, origine e sostenibilità dei prodotti.
Numeri chiave e confronto con il settore agroalimentare
Il settore bio ha registrato una crescita del valore degli acquisti pari al 9,2% rispetto al 2026, un aumento che supera nettamente quello dell’intero comparto agroalimentare (+3,7%). Questo divario evidenzia come il biologico stia guadagnando peso nel carrello delle famiglie: la quota della spesa complessiva destinata ai prodotti bio sale infatti al 4%, con un incremento di 0,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Il fenomeno si accompagna a un aumento dei quantitativi acquistati, pari al 7,2%, a ulteriore conferma di una domanda non solo più costosa ma anche più consistente in termini fisici.
Crescita per valore e volumi
L’aumento simultaneo di valore e volumi suggerisce che il consumo di prodotti biologici non è guidato esclusivamente da rialzi di prezzo, ma anche da una maggiore diffusione e frequenza di acquisto. Questo trend può essere interpretato come l’affermazione di un comportamento d’acquisto più maturo: i consumatori non si limitano a provare il bio, ma lo integrano stabilmente nella spesa settimanale, ampliando la gamma di categorie acquistate.
Categorie merceologiche protagoniste
La composizione del carrello bio mostra tendenze chiare: l’ortofrutta resta il cuore delle vendite, con un’incidenza del 42,7% sul totale degli acquisti bio. Anche i prodotti lattiero-caseari stanno consolidando la loro posizione, arrivando al 24,3% del mercato bio, il livello più alto degli ultimi anni. Tra questi sono particolarmente incisivi i formaggi, sia freschi sia stagionati, così come le uova fresche che confermano la loro rilevanza nel paniere dei consumatori attenti alla qualità.
Il ruolo dell’ortofrutta e dei latticini
L’attenzione verso frutta e verdura biologica si spiega con la percezione di maggior salubrità e minor impatto ambientale, caratteristiche che spesso guidano la scelta d’acquisto. Allo stesso tempo, la crescita dei latticini bio segnala una ricerca di prodotti trasformati che mantengano standard elevati di produzione e tracciabilità. In questo senso, il segmento lattiero-caseario sta beneficiando sia della domanda per prodotti freschi sia di quella per formaggi stagionati con certificazioni biologiche.
Canali di vendita e distribuzione territoriale
Sul fronte distributivo è il supermercato a conservarsi come primo punto di riferimento, con una quota di mercato del 37% e una crescita del fatturato del 11,7%. Tuttavia, segnali importanti arrivano anche dal ritorno alla crescita del dettaglio tradizionale e specializzato, che dopo una lunga fase di contrazione registra un aumento del 13,4% del fatturato, mostrando come punti vendita locali e negozi specializzati stiano riconquistando consumatori.
I canali discounter continuano a espandersi nel bio, seppur con ritmi più contenuti (+7,9%), mentre gli ipermercati segnano un +5,1%. Questa diversificazione dei canali riflette una maggiore accessibilità del biologico e una segmentazione dell’offerta che va dall’acquisto conveniente alla ricerca di esperienza e qualità.
Andamento geografico
La crescita del mercato bio riguarda tutte le aree del Paese, ma è il Sud e la Sicilia a registrare la performance più brillante, con un aumento del 13,7% rispetto all’anno precedente e un valore complessivo degli acquisti che raggiunge 1,3 miliardi di euro. Nonostante questa accelerazione meridionale, il Nord continua a detenere quasi la metà del mercato nazionale bio, confermando la tradizionale concentrazione territoriale ma anche una dinamica di crescita più uniforme rispetto al passato.
Complessivamente, la combinazione di espansione per valore e per volumi, la leadership di settori come l’ortofrutta e i latticini, e la molteplicità dei canali distributivi suggeriscono che il bio in Italia sta consolidando una posizione stabile e destinata a incidere sempre di più sulle abitudini di consumo delle famiglie.