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Bando investimenti sostenibili 4.0: 448 milioni per la transizione digitale e green

Il decreto firmato dal ministro Adolfo Urso avvia un bando da 448 milioni per sostenere la transizione digitale e verde delle pmi del Sud, con agevolazioni fino al 75% e una quota riservata al 25% alle microimprese

Bando investimenti sostenibili 4.0: 448 milioni per la transizione digitale e green

Il ministero delle Imprese e del Made in Italy, con a capo Adolfo Urso, ha dato corso a un nuovo provvedimento che attua il bando Investimenti sostenibili 4.0. Con la firma del decreto del 20 maggio 2026 è stato ufficialmente avviato un intervento pensato per accelerare la transizione tecnologica e verde delle imprese, in particolare delle realtà produttive del Mezzogiorno. L’iniziativa mette a disposizione una dotazione complessiva di 448 milioni di euro, con l’obiettivo di sostenere progetti ad alto contenuto tecnologico e a basso impatto ambientale.

Le risorse che costituiscono il fondo arrivano da due canali principali: circa 216 milioni provengono dal Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2026-2027, mentre circa 224 milioni derivano dalla restituzione di rate di finanziamenti agevolati erogati tra il 2007 e il 2026. Il decreto prevede anche la possibilità che ulteriori stanziamenti, compresi fondi europei, possano essere aggiunti alla dotazione iniziale qualora si rendessero disponibili.

Obiettivi e destinatari

Il bando è rivolto principalmente a micro, piccole e medie imprese che operano in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Tra gli obiettivi dichiarati figurano il rafforzamento della crescita green, l’aumento della competitività e la promozione di processi produttivi più efficienti e digitalizzati. È prevista una quota vincolata del 25% della dotazione per le microimprese e le pmi, per favorire la diffusione degli investimenti anche nelle realtà più piccole e radicate nei territori.

Regioni e priorità territoriali

Le sette regioni indicate sono considerate strategiche per colmare gap strutturali in termini di innovazione e sostenibilità. Il bando punta a concentrare gli interventi dove l’impatto occupazionale e la modernizzazione della filiera possono essere più rilevanti: questo approccio intende sostenere sia la rigenerazione industriale sia la competitività sui mercati esterni. Le aziende beneficiarie dovranno dimostrare come gli investimenti proposti incidano su efficienza energetica, riduzione delle emissioni e resilienza digitale.

Tipologie di intervento e tecnologie ammissibili

Le agevolazioni copriranno fino al 75% delle spese ammissibili e saranno destinate a progetti che utilizzano tecnologie abilitanti. Tra gli ambiti ammessi si segnalano: advanced manufacturing solutions, additive manufacturing, realtà aumentata, simulation, integrazione orizzontale e verticale, IoT e industrial internet, cloud, cybersecurity, big data e analytics, intelligenza artificiale e blockchain. Queste tecnologie sono considerate leve per trasformare il modello produttivo tradizionale in uno più digitale e sostenibile.

Che cosa significa tecnologia abilitante

Per tecnologie abilitanti si intendono strumenti e soluzioni che permettono di riprogettare processi aziendali, migliorare la qualità dei prodotti e ottimizzare risorse energetiche e materiali. L’investimento in questi ambiti non riguarda solo l’acquisto di macchinari o software, ma anche l’adozione di processi integrati che combinano digitale e sostenibilità, aumentando la capacità di competere nei mercati globali.

Modalità di finanziamento e impatto atteso

Le agevolazioni saranno concesse attraverso strumenti che possono comprendere contributi a fondo perduto o finanziamenti agevolati, fino a coprire la percentuale massima del 75% delle spese previste dai progetti selezionati. Il decreto precisa le fonti di finanziamento e le priorità di valutazione, lasciando inoltre aperta la porta all’integrazione con fondi comunitari per ampliare l’effetto moltiplicatore degli investimenti.

L’impatto atteso include una più rapida diffusione del modello Industria 4.0 nelle filiere locali, la creazione e il consolidamento di posti di lavoro qualificati e la riduzione dell’impronta ambientale delle imprese coinvolte. Le imprese interessate dovranno seguire le procedure operative indicate dal ministero per presentare i programmi d’investimento e ottenere le agevolazioni previste dal bando.

Prossimi passi e come partecipare

Con l’adozione del decreto del 20 maggio 2026 si apre la fase attuativa: gli uffici competenti pubblicheranno i bandi e i dettagli applicativi, compresi requisiti, criteri di valutazione e scadenze per la presentazione delle domande. Le imprese sono invitate a preparare piani di investimento che evidenzino l’innovazione tecnologica e l’efficienza ambientale, documentando costi, ricadute occupazionali e risultati attesi. Il successo dell’iniziativa dipenderà dalla capacità delle pmi di progettare interventi concreti e scalabili che trasformino la disponibilità di risorse in crescita reale.

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