Un’operazione antidroga svolta tra la Sicilia e la Calabria ha portato all’esecuzione di sei ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Gip di Catania su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Carabinieri della compagnia di Palagonia, con l’apporto dei comandi provinciali di Catania e Reggio Calabria, hanno ricostruito una struttura criminale che, secondo l’accusa, riforniva diverse piazze di spaccio della Sicilia orientale.
Parallelamente alle misure cautelari verso i sei indagati, la Procura di Catania ha notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari a altri 19 soggetti ritenuti coinvolti nei reati di traffico di sostanze stupefacenti. Le investigazioni, svolte tra il 2026 e il 2026, hanno permesso di delineare ruoli, rotte e dinamiche interne all’organizzazione.
La struttura dell’organizzazione e le forniture
Secondo quanto emerso, il gruppo gestiva l’approvvigionamento, il trasporto e la distribuzione di cocaina, marijuana e hashish. Le sostanze, partendo dalla Calabria, sarebbero state dirette verso punti vendita sfalsati nella provincia di Catania e oltre, con l’obiettivo di consolidare il controllo del mercato degli stupefacenti a Palagonia, Ramacca, Scordia, Caltagirone e Gela.
Il ruolo della Calabria
Tra i destinatari della custodia cautelare figura Antonino Apa, 49 anni, residente a Rosarno (RC). L’indagine attribuisce ad Apa un ruolo chiave nella fornitura stabile di cocaina: l’uomo è indicato come collegato a esponenti della cosca Pesce ma ritenuto appartenente alla ‘ndrina Bellocco, il che, secondo gli inquirenti, avrebbe garantito rifornimenti consistenti e continui verso la Sicilia.
Distribuzione all’ingrosso e controllo territoriale
I carabinieri hanno ricostruito come la merce venisse ceduta non solo al dettaglio ma anche all’ingrosso a pusher e gruppi criminali locali. L’ipotesi è che l’organizzazione mirasse a ottenere una posizione dominante nelle aree indicate, rafforzando la propria influenza attraverso relazioni commerciali e metodi coercitivi.
Metodi coercitivi e repressione dei crediti
Dall’inchiesta sono emerse anche condotte riconducibili a tentativi di recupero forzoso dei crediti per droga non saldati. Le modalità contestate comprendono minacce, intimidazioni e violenze verso acquirenti considerati morosi, strumenti utilizzati per imporre il rispetto delle transazioni e mantenere il controllo sulla filiera della vendita.
Arresti in flagranza e sequestri operativi
Nel corso delle fasi investigative, avviate nel 2026, i carabinieri avevano già effettuato diversi arresti in flagranza: in totale 11 persone. Contestualmente sono stati sequestrati quantitativi rilevanti di stupefacenti e materiale d’arma: circa 2 chilogrammi di cocaina, circa 21 chilogrammi di marijuana, oltre 2 chilogrammi di hashish e una pistola con matricola abrasa.
Misure patrimoniali e nomi degli indagati sottoposti a cautela
Oltre all’esecuzione delle misure personali, nell’ambito dell’operazione sono stati disposti sequestri preventivi di beni per un valore complessivo di 163 mila euro. Questo intervento mira a colpire l’apparato economico che, secondo gli investigatori, supportava l’attività illecita.
I sei destinatari dell’ordinanza sono: Antonino Apa (49 anni), Filippo Brancato (57 anni), Salvatore Brancato (36 anni), Angelo Criscione (28 anni), Francesco Antonio Gulizia (45 anni) e Giuseppe Pillirone (41 anni). A carico di altri 19 soggetti pende l’avviso di conclusione delle indagini per reati legati al traffico di stupefacenti.
Coordinamento investigativo
Le attività investigative sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania e condotte dalla compagnia carabinieri di Palagonia, con il supporto dei comandi provinciali di Catania e Reggio Calabria. Il lavoro congiunto ha permesso di mappare la catena logistica e i ruoli operativi all’interno del gruppo.
L’operazione rappresenta un intervento significativo nel contrasto al narcotraffico che collega la Calabria alla Sicilia orientale. Restano valide le garanzie della presunzione di innocenza per tutti gli indagati fino a sentenza definitiva.



