8 Giugno 2026 ☁ 23°
Ultim'ora
Fonti locali a Palermo: come distinguere le verità dalle notizie false

Sequestro preventivo a Caltagirone: indagine per bancarotta e trasferimento di beni

Le fiamme gialle di Catania hanno disposto il sequestro di quote e del compendio aziendale di una società di Caltagirone per un valore di circa 600.000 euro nell'ambito di un'inchiesta per bancarotta fraudolenta che coinvolge tre persone.

Sequestro preventivo a Caltagirone: indagine per bancarotta e trasferimento di beni

Un’operazione della Guardia di Finanza del comando provinciale di Catania ha portato al sequestro delle quote societarie e dell’intero compendio aziendale di una ditta di Caltagirone attiva nel settore delle installazioni per le telecomunicazioni. Il provvedimento, finalizzato a evitare l’aggravamento delle conseguenze penali e patrimoniali, riguarda la società Nuove tecnologie telefoniche impianti (Ntti) Srl e copre un valore stimato intorno ai 600.000 euro.

L’intervento è stato eseguito su ordine del Giudice per le indagini preliminari di Catania, su richiesta della Procura etnea, ed è scaturito da accertamenti condotti dal Nucleo di polizia economico-finanziaria. Per garantire la prosecuzione dell’attività e la tutela dei rapporti di lavoro è stato nominato un amministratore giudiziario.

Il quadro delle indagini

Le verifiche hanno preso le mosse dalla liquidazione giudiziale della precedente società riconducibile agli stessi soci, che aveva maturato debiti nei confronti dell’Erario e degli enti previdenziali per oltre 3,2 milioni di euro. Gli inquirenti ipotizzano un sistema volto a evitare l’esposizione finanziaria della vecchia impresa, attraverso scelte gestionali e trasferimenti organizzativi che avrebbero consentito il proseguimento dell’attività senza adempiere agli obblighi contributivi e fiscali.

Accuse principali e soggetti coinvolti

La Procura contesta il reato di bancarotta fraudolenta, aggravata per il danno di rilevante entità, a tre persone: i coniugi Rosetta Monastra (53 anni) e Rosario Guarriera (54 anni), e il cugino di quest’ultimo, Orazio Salvatore Marchese (58 anni). Secondo l’accusa, i tre avrebbero messo in atto uno schema per depauperare il patrimonio della società fallita a vantaggio di una nuova impresa a loro riconducibile.

Meccanismi contestati dagli inquirenti

Gli investigatori hanno ricostruito due linee principali di presunta illiceità: la distrazione di fondi dai conti aziendali e il trasferimento della struttura produttiva a una newco controllata. In particolare, sarebbe emerso che dalla società originaria sarebbero stati prelevati circa 540.000 euro, giustificati come rimborsi spese o anticipazioni, ma considerati dagli inquirenti di fatto somme sottratte alla massa creditoria.

Il trasferimento del ramo d’azienda

Successivamente, la parte produttiva dell’impresa — comprensiva di personale dipendente, attrezzature, automezzi, avviamento e commesse in corso con un importante operatore nazionale del settore — sarebbe stata ceduta a una società di nuova costituzione. La Procura osserva che la newco avrebbe formalmente assunto solo il debito relativo al trattamento di fine rapporto (Tfr) dei dipendenti trasferiti, senza versare corrispettivi effettivi.

Gli elementi che avvalorano l’ipotesi accusatoria

Secondo gli investigatori, il trasferimento si configurerebbe come fittizio perché la nuova impresa avrebbe mantenuto la stessa compagine gestionale, utilizzato gli stessi asset, stipulato contratti analoghi e occupato la medesima sede operativa. Questi elementi, insieme alla sottrazione dei fondi, avrebbero determinato una situazione in cui il patrimonio aziendale è stato di fatto svuotato a discapito dei creditori.

Implicazioni pratiche e tutela dei lavoratori

Il sequestro impeditivo ha la finalità di preservare il patrimonio ancora disponibile e di impedire che ulteriori atti compromettano la posizione dei creditori e dei dipendenti. La nomina di un amministratore giudiziario è pensata per garantire la continuità produttiva e l’esercizio dell’attività, evitando che il blocco giudiziario si traduca in un danno immediato per i lavoratori coinvolti.

Restano ferme la presunzione di innocenza e la necessità che le accuse vengano valutate nel corso del processo. L’istruttoria della Procura etnea proseguirà con ulteriori atti istruttori volti a chiarire i ruoli e le responsabilità nella gestione delle società coinvolte.

Il sequestro e le contestazioni delineano un caso in cui le autorità giudiziarie e fiscali intervengono per ricostruire operazioni societarie potenzialmente idonee a eludere obblighi di legge, con effetti pesanti sui creditori e sulla sostenibilità delle realtà aziendali locali.

Palermo adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 7 µg/m³
ACCADUTO OGGI
1874
Inaugurazione del Teatro Politeama di Palermo con I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo…