La 16ª edizione del Sicilia Queer Filmfest ha confermato la sua vocazione internazionale assegnando premi e menzioni a opere provenienti da diverse scene cinematografiche. In una rassegna che mette al centro le questioni di genere, memoria e sperimentazione visiva, le giurie hanno scelto lavori che intrecciano linguaggi tradizionali e formati digitali per raccontare esperienze queer.
Oltre ai riconoscimenti principali, la programmazione ha evidenziato film di rilievo nella sezione panorama queer, contribuendo a fotografare tendenze e urgenti tematiche contemporanee, come la rappresentazione della sessualità e i fenomeni sociali collegati alle pratiche di ricerca del piacere.
Premi principali e motivazioni
La giuria internazionale della manifestazione, composta da Ruth Beckermann, Valentina Bertani, Nick Deocampo, Jan Künemund e Boris Nelepo, ha conferito il premio principale a N’s Last Game di Desirée Alagna (Italia 2026). La regista, originaria di Castelvetrano e formata all’Accademia di Belle Arti di Brera e al Centro sperimentale di cinematografia di Palermo, è stata scelta per la capacità del film di far dialogare passato e presente del cinema, mischiando materiali in celluloide e formati digitali per costruire un universo visivo stratificato.
La giuria ha inoltre motivato la scelta sottolineando l’uso coraggioso delle immagini e delle tecniche: l’opera combina immagini virtuali, filmati d’archivio, sequenze da videogiochi e design algoritmico, accompagnati da una voce sussurrata che scandisce una riflessione sulla mortalità e sull’oppressione. Per questo il film è stato definito uno sguardo ibrido e emancipatorio rivolto alla sensibilità queer.
Menzioni e riconoscimenti collaterali
La stessa giuria internazionale ha deciso di attribuire una menzione speciale a Janine zieht aufs Land di Jan Eilhardt (Germania 2026), valorizzando così una proposta che si è distinta per originalità formale e profondità tematica.
Premi delle giurie di circuito e riconoscimenti locali
La giuria del Circuito Festival, composta da Giulia Briccardi, Orisel Castro e Matteo Marelli, ha scelto come vincitore O riso e a faca di Pedro Pinho (Portogallo 2026). Alla stessa giuria è stata assegnata una menzione speciale per Lloyd Wong, Unfinished di Lesley Loksi Chan (Canada 2026), riconoscendo opere che esplorano la memoria collettiva e le tensioni postcoloniali con linguaggi ibridi.
Il Coordinamento Palermo Pride ha invece premiato il miglior cortometraggio con Q.I.A. di Allen A. Prodigalidad (Filippine 2026), sottolineando l’attenzione del festival verso opere brevi capaci di raccontare esperienze di comunità e rivendicazione.
Significato dei riconoscimenti
Nel complesso, le scelte delle giurie manifestano una predilezione per opere che fondono sperimentazione formale e impegno politico. I premi segnalano un interesse verso film che usano il mezzo cinematografico non solo per rappresentare ma per trasformare la percezione di memoria, identità e desiderio all’interno di contesti di oppressione.
Sezione panorama queer: titoli e temi in evidenza
Tra i film presentati nella sezione panorama queer è stato incluso anche A paixão segundo G.H.B. (The Passion According to G.H.B.) del regista brasiliano Gustavo Vinagre, co-diretto con Vinícius Couto. L’opera indaga il fenomeno del chemsex, ossia l’uso di droghe psicoattive in contesti sessuali, e lo fa attraverso una messa in scena claustrofobica che mette in relazione desiderio, memoria e immaginazione.
Il film ambientato in un appartamento di San Paolo racconta incontri via Grindr e sessioni in cui la chimica altera la percezione, mentre la lettura di testi letterari dialoga con la pratica sessuale. Vinagre già in passato ha usato la rappresentazione esplicita della sessualità come strumento critico e politico; qui emerge il tema della normalizzazione e della ripetizione, con riferimenti alla realtà pandemica e a questioni sanitarie come l’HIV.
Approccio formale e poetica del film
Pur mostrando atti sessuali con estrema naturalezza, la regia evita la glorificazione pornografica: molte azioni legate all’assunzione di sostanze sono simulate, creando uno scarto tra realtà e rappresentazione che richiama la tradizione sperimentale del cinema. Questo espediente mette in luce come il desiderio sia spesso mediato da immagini mentali e memorie, più che dal contatto immediato.
La 16ª edizione del Sicilia Queer Filmfest si conferma dunque uno spazio di confronto dove sperimentazione audiovisiva, memorie collettive e pratiche di emancipazione queer si incontrano, offrendo al pubblico una mappa di opere capaci di sfidare consuetudini e proporre nuove forme di narrazione.


