9 Settembre 2026 ☀ 28° Allerta gialla · alta temperatura · fino 9 Settembre 19:59

Protesta dei pescatori a Marinella di Selinunte: stop ai lavori di pulizia del molo

A Marinella di Selinunte un gruppo di pescatori ha fermato oggi pomeriggio i lavori di rimozione della posidonia sulla banchina del porto, denunciando che l'intervento non risolve il problema dell'intasamento e chiedendo mezzi per il dragaggio; sono intervenuti i Carabinieri e la ditta incaricata Cogis srl ha dovuto allontanare l'escavatore.

Protesta dei pescatori a Marinella di Selinunte: stop ai lavori di pulizia del molo

Oggi pomeriggio a Marinella di Selinunte, nel Comune di Castelvetrano, un gruppo di pescatori ha impedito l’avvio degli interventi programmati per la rimozione della posidonia accumulata sulla banchina del porto. La protesta ha assunto una forma simbolica e decisa: alcuni marinai si sono seduti sui mucchi di posidonia, altri si sono posti davanti al mezzo cingolato impiegato per i lavori, impedendo così le operazioni.

Motivazioni della protesta

I pescatori hanno spiegato che l’operazione prevista non affronta la radice del problema: «Togliere solo la posidonia già sulla banchina serve a poco», hanno dichiarato, sottolineando come l’accumulo sulle banchine sia solo l’effetto di una situazione più ampia che mantiene il porto ostruito. La richiesta principale è chiara e ripetuta: «Vogliamo che qui arrivino i mezzi per il dragaggio del porto», hanno aggiunto, segnalando la necessità di un’azione che rimuova i sedimenti e ridia funzionalità agli spazi di ormeggio.

Perché la rimozione superficiale non basta

Secondo i pescatori l’intervento limitato alla banchina è un palliativo: l’accumulo continuo di detriti e di posidonia al largo e nei canali di accesso impedisce la piena operatività delle imbarcazioni, ostacolando attività di pesca e sicurezza in porto. Lamentano inoltre che, senza mezzi per il dragaggio, il rischio è la ripetizione ciclica del problema nonostante gli sforzi di pulizia locale.

Il piano dei lavori e gli attori coinvolti

La ditta incaricata dall’ente regionale per eseguire le operazioni è la Cogis srl, che aveva programmato un intervento esteso nel tempo: i lavori sono previsti sino al 23 luglio. La scelta di intervenire inizialmente sulla banchina era probabilmente dettata dalla necessità di liberare spazi immediati, ma gli operatori locali non l’hanno ritenuta sufficiente.

Interventi delle autorità

Alla protesta sono intervenuti anche i Carabinieri, presenti per garantire l’ordine pubblico e valutare la situazione. Di fronte alla determinazione dei pescatori gli operai della ditta incaricata hanno deciso di ritirare il macchinario e portare via l’escavatore, rinviando così l’inizio dei lavori e aprendo un confronto sulla programmazione degli interventi successivi.

Implicazioni per la comunità locale

La vicenda mette in luce tensioni tra istituzioni e operatori marittimi locali: da un lato la Regione ha delegato a Cogis srl un’attività di pulizia con tempistiche definite sino al 23 luglio, dall’altro i pescatori chiedono azioni più incisive per risolvere il problema strutturale dell’intasamento. La protesta esprime la frustrazione di chi vive quotidianamente il porto e subisce le conseguenze della ridotta accessibilità per natanti e attività commerciali.

Possibili sviluppi

La situazione potrebbe evolvere in più direzioni: è plausibile un incontro tra rappresentanti della comunità di Marinella di Selinunte, la Regione e la ditta esecutrice per ridefinire priorità e modalità d’intervento, oppure la protesta potrebbe determinare sospensioni temporanee dei lavori fino a quando non venga garantita la disponibilità di attrezzature adeguate per il dragaggio. Nel breve periodo resta aperta la questione della gestione degli accumuli di posidonia e della programmazione di interventi capaci di offrire soluzioni durature.

Priorità e richieste dei lavoratori del mare

I pescatori, con gesti concreti e visibili, hanno voluto riportare il problema all’attenzione pubblica: oltre alla rimozione di ciò che è già depositato sulla banchina, chiedono interventi che agiscano sui sedimenti sommersi e sui canali di accesso. Questo tipo di istanza mette in risalto la differenza tra un’azione di superficie e una strategia che consideri l’intero ecosistema portuale, con implicazioni economiche e di sicurezza per l’intera comunità di Castelvetrano.

Conclusione

La protesta di oggi pomeriggio a Marinella di Selinunte è un segnale che va oltre la semplice opposizione a un cantiere: rappresenta una richiesta di piano organico per ripristinare la funzionalità del porto. La presenza dei Carabinieri e il ritiro temporaneo degli strumenti di lavoro impiegati da Cogis srl segnano una pausa nello svolgimento operativo, lasciando aperto il dialogo tra istituzioni e comunità di mare in vista delle decisioni che seguiranno.

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app

Palermo adesso

QUALITÀ ARIA
Buona
NO₂ 12 µg/m³
ACCADUTO OGGI
Curiosità storiche legate al 9 Settembre