Nel cuore del Parco delle Madonie prosegue una tappa importante per la conservazione: il primo grifoncino nato dalla coppia che ha stabilito il nido nell’area sta crescendo regolarmente e durante i monitoraggi è stato osservato mentre compie i primi spostamenti all’interno del nido e reclama il cibo ai genitori.
La nidificazione era stata accertata già all’inizio di marzoquando gli esperti hanno identificato il sito di cova; il periodo medio di cova per i grifoni è di 54 giorni. Per proteggere la coppia e il pullus, i controlli vengono effettuati da distanza di sicurezza, una scelta che limita la precisione sulla data esatta di schiusa ma mantiene inalterate le condizioni naturali dell’allevamento.
Monitoraggi, sviluppo del giovane e tempistica dell’involo
Durante le recenti osservazioni il piccolo è stato visto allungare il collo e ricevere le imbeccate dai genitori: segni chiari di una crescita regolare e di un rapporto nutritivo funzionante. Come spiega il dottor Antonio Spinnatozoologo dell’Ente Parco delle Madonie“La nidificazione era stata accertata già all’inizio di marzo”; tuttavia, a causa della distanza necessaria per i monitoraggi, “non ha consentito di stabilire con esattezza la data di nascita del piccolo, che possiamo presumere sia avvenuta intorno alla metà di aprile”.
Il ciclo di sviluppo suggerisce una finestra temporale plausibile per il primo volo: considerando che i grifoni si involano dopo circa 110 giorniil dottor Spinnato indica che il primo volo del grifoncino “potrebbe avvenire tra la fine di luglio e l’inizio di agosto”. Queste scadenze aiutano anche a pianificare i futuri monitoraggi e le attività di tutela attorno al sito di nidificazione.
Osservazioni al carnaio e segni di consolidamento
Ai punti di alimentazione controllata, come il carnaio di Volpignanogli operatori hanno registrato la presenza simultanea di più adulti: il presidente della Fondazione Internazionale Biodiversità del MediterraneoSalvatore Seminarasegnala che sono stati osservati “almeno cinque esemplari adulti” insieme, un elemento che indica una frequentazione stabile delle risorse alimentari locali e favorisce la possibilità di ulteriori nidificazioni.
Origine della coppia, composizione della colonia e collaborazione istituzionale
Un aspetto rilevante del caso è l’origine della coppia nidificante: non si tratta dei giovani rilasciati dalla Spagna tra il 2026 e il 2026 nelle prime fasi del progetto, ma di individui giunti spontaneamente da altre aree e che si sono aggregati alla colonia locale. La colonia formatasi attorno ai 35 grifoni fondatori liberati nel territorio di Isnello ha dunque attratto nuovi soggetti, contribuendo al fenomeno di colonizzazione naturale.
Gli esperti ipotizzano che i genitori del piccolo possano provenire dal vicino Parco dei Nebrodiipotesi coerente con i movimenti di dispersione tipici della specie. Il progetto di reintroduzione nel Parco delle Madonie è portato avanti in sinergia tra l’Ente Parco delle Madoniela Fondazione Internazionale Biodiversità del Mediterraneo e il Comune di Isnelloun esempio di collaborazione territoriale per la conservazione.
Dal punto di vista numerico, la colonia delle Madonie ha superato la soglia dei 70 individuie più della metà di questi proviene da altre aree: come ricorda Salvatore Seminara“La colonia dei grifoni delle Madonie supera i 70 individui” e la percentuale di animali arrivati da aree esterne è significativa per la vitalità del gruppo.
Valore locale e riconoscimenti istituzionali
La nascita e la crescita del primo grifoncino nelle Madonie è stata salutata come un traguardo collettivo. Il presidente del Madonie Unesco Global GeoparkGiuseppe Ferrarelloha sottolineato che “Questo risultato appartiene all’intera comunità madonita” e ha espresso soddisfazione per il rafforzamento del ruolo del territorio nella tutela della biodiversità. Il messaggio evidenzia come azioni coordinate tra enti e comunità locali possano produrre risultati concreti nella conservazione di specie emblematiche.
Nel complesso, le osservazioni in corso, i dati numerici sulla colonia e l’attenzione alla distanza di osservazione per evitare disturbi alle coppie nidificanti configurano un’operazione di reintroduzione e monitoraggio che unisce ricerca, gestione e partecipazione istituzionale.



