Al cuore di Catania, nel Conservatorio “Vincenzo Bellini”, l’assemblea pubblica convocata per celebrare il centenario di Confindustria Catania è diventata l’occasione per mettere a fuoco il profilo economico della Sicilia. Il presidente della Regione ha sottolineato come l’anniversario sia il riconoscimento del contributo imprenditoriale alla crescita civile ed economica dell’Isola e ha collegato questo patrimonio alla recente dinamica positiva dei principali indicatori regionali.
La cerimonia, a cui ha partecipato anche il ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha ribadito il ruolo centrale di Catania come piattaforma di attrazione per investimenti e innovazione. In questo contesto sono emerse cifre e progetti concreti che, nelle intenzioni del governo regionale, dovrebbero consolidare un nuovo ciclo di sviluppo industriale e occupazionale.
Dati economici: pil, occupazione e conti pubblici
Il quadro statistico presentato evidenzia una crescita significativa del Pil regionale tra il 2026 e il 2026 la Sicilia ha registrato un aumento del 20,2 per cento superiore sia alla media del Mezzogiorno sia a quella nazionale. Sul fronte del lavoro, tra il 2026 e il 2026 l’occupazione è salita del 13,5 per cento pari a circa 175 mila nuovi occupati. Questi dati sono stati citati come prova di una fase economica «diversa» per la Regione.
Risanamento finanziario e entrate
Tra gli elementi chiave del miglioramento figurano il risanamento dei conti pubblici e l’incremento delle entrate tributarie. Il bilancio regionale ha evidenziato un avanzo superiore a 5,2 miliardi mentre le entrate tributarie sono cresciute di oltre 5 miliardi negli ultimi tre anni, un risultato che ha contribuito al doppio upgrade del merito creditizio riconosciuto dalle principali agenzie internazionali. Queste risorse sono state presentate come la base per sostenere investimenti pubblici e privati.
Grandi investimenti e progetti nel territorio etneo
Catania è stata indicata come il motore principale degli investimenti strategici in Sicilia. Tra i progetti più rilevanti spicca l’operazione di STMicroelectronics nel settore dei semiconduttori, descritta come il più grande intervento industriale attualmente in corso sull’Isola e uno dei principali in Europa. L’investimento complessivo supera i 5 miliardi di euro, finanziato con circa 3 miliardi di capitali privati e 2 miliardi di risorse pubbliche, con una quota regionale fissata a 300 milioni.
Altri strumenti e programmi di finanziamento
Oltre all’operazione di STMicroelectronics, sono stati richiamati 27 progetti finanziati tramite Ripresa Sicilia il bando principale del Programma Fesr, che attivano nella sola provincia di Catania investimenti per circa 56 milioni di euro. Un’ulteriore leva di intervento è rappresentata dai Contratti di sviluppo dotati di una dotazione complessiva di 150 milioni di euro — di cui 100 milioni stanziati dalla Regione Siciliana e 50 milioni dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy — con circa un terzo di queste risorse destinate al territorio catanese.
Questi strumenti sono stati collocati all’interno di un disegno che punta a creare un vero ecosistema industriale dove manifattura avanzataricercainnovazioneenergia e logistica siano integrate e rafforzino la competitività della provincia etnea e dell’intera Regione.
Progetti infrastrutturali e culturali sostenuti dalla Regione
Sul piano delle opere pubbliche e della riqualificazione, il presidente ha ricordato interventi con risorse già stanziate: tra questi il progetto del termovalorizzatore nell’area industriale di Catania, un impianto definito di ultima generazione e finanziato interamente con risorse pubbliche per quasi mezzo miliardo di euro, e la riqualificazione del complesso delle Terme di Acireale per cui sono stati destinati 40 milioni di euro di risorse FSC. Tali iniziative sono presentate come parte di una strategia volta a consolidare i risultati conseguiti e a preparare il terreno per uno sviluppo durevole.
Nel corso dell’intervento il ruolo delle imprese è stato più volte ribadito: sono le aziende che, investendo, innovando ed esportando, rendono possibile la trasformazione economica descritta. Il sostegno istituzionale, attraverso strumenti finanziari e politiche di attrazione, è stato illustrato come complemento indispensabile alla spinta imprenditoriale per rafforzare la competitività della Sicilia nel contesto mediterraneo.



