Nella cornice storica del Reale Albergo dei Poveri a Palermo, in corso Calatafimi 217, si svolgeranno due appuntamenti pubblici per ricordare il generale Maurizio Stefanizzi. L’iniziativa, programmata per lunedì 25 maggio 2026, è stata promossa dall’Università degli Studi “Giustino Fortunato” insieme alla sede palermitana e all’Istituto di Studi Europei “Alcide De Gasperi” di Roma: un gesto che unisce accademia, istituzioni e Arma in un momento di condivisione.
Maurizio Stefanizzi è stato un ufficiale dalla lunga esperienza: nato a Bisignano (provincia di Cosenza) il 29 aprile 1960, si era arruolato il 26 settembre 1976 e, fino alla fine, aveva percorso quasi cinquant’anni in uniforme, definendosi con ironia «il carabiniere più vecchio d’Italia». Il commiato civico e militare a Palermo intende valorizzare tanto il suo percorso professionale quanto il rapporto umano con le comunità incontrate lungo la carriera.
Il percorso umano e professionale
La biografia di Stefanizzi intreccia ruoli operativi e comandi territoriali: dal servizio al Radiomobile di Palermo al ruolo al Gruppo di Monreale, passando per i Comandi provinciali di Messina e Milano. A ciò si aggiungono incarichi alla Legione Campania, alla Scuola Marescialli e Brigadieri di Firenze e al Comando interregionale “Vittorio Veneto”. Questo percorso mostra una carriera costruita su competenze diversificate, che hanno dato a Stefanizzi una visione ampia dell’istituzione e del territorio.
I comandi e le responsabilità
Nel comando di Messina (2006-2008) lasciò un’impronta riconosciuta anche sul piano umano: nel salutare la città ricordò anni «vissuti con passione e soddisfazione». Al comando interregionale “Vittorio Veneto” ha esercitato responsabilità su regioni come Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Trentino-Alto Adige ed Emilia-Romagna, ruoli che richiedono capacità di coordinamento e gestione di strutture complesse.
La giornata commemorativa
Il programma del 25 maggio 2026 prevede due momenti distinti e complementari: alle 11 sarà celebrata una solenne messa nella chiesa di Maria Santissima della Purificazione, presieduta dal cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo emerito di Agrigento, e animata dalla Fanfara del 12° Reggimento Carabinieri Sicilia, alla presenza dei familiari. Questo primo appuntamento privilegia il rilievo religioso e il raccoglimento, rimarcando il valore del ricordo condiviso.
Programma serale e partecipazione
La serata, alle 19, si svolgerà nella corte centrale del Reale Albergo dei Poveri dove la stessa Fanfara del 12° Reggimento Carabinieri Sicilia terrà un concerto in onore del generale. L’evento serale, promosso dal rettore Giuseppe Acocella, dal direttore della sede di Palermo Domenico Tramontana e dal presidente dell’Istituto di Studi Europei, consigliere Antonio Sabbatella, si concluderà con un vin d’honneur, momento di convivialità istituzionale e di commiato pubblico.
Onorificenze e lascito
Nel corso della vita Stefanizzi ha ricevuto numerosi riconoscimenti istituzionali: è stato nominato Cavaliere e Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ha ottenuto la cittadinanza onoraria di Ginosa e il Sigillo della Città di Padova. Tra gli altri titoli figurano la qualità di Cavaliere dell’Ordine di Malta, membro del Sovrano Ordine Costantiniano di San Giorgio e riconoscimenti dai ordini pontifici di San Gregorio Magno e San Silvestro Papa. Questi riconoscimenti attestano un profilo professionale apprezzato sia nella dimensione civile sia in quella militare.
Un modo di intendere il servizio
La memoria pubblica su Stefanizzi non riguarda solo premi e gradi ma anche uno specifico modo di intendere il servizio: rigore, rispetto delle istituzioni e attenzione verso le comunità. La giornata del 25 maggio rappresenta dunque non solo un tributo a una carriera, ma la conferma di un patrimonio di relazioni e valori che l’ufficiale ha lasciato nelle città e nei reparti in cui ha operato.
Il ricordo del generale Maurizio Stefanizzi, scomparso il 22 aprile 2026 pochi giorni prima del suo 66° compleanno, si declina così in due momenti diversi ma convergenti: la preghiera e la musica, il raccoglimento e la partecipazione pubblica. Palermo, attraverso istituzioni e Forze dell’Ordine, offre un’occasione per riscoprire e celebrare l’eredità di un servitore dello Stato.