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Ceuta in emergenza: 60.000 migranti in un giorno, la Spagna mobilita l’esercito

Ceuta sta affrontando una crisi migratoria senza precedenti con 60.000 persone entrate in 24 ore. Scopri le reazioni delle autorità e le implicazioni per l'Europa.

Ceuta in emergenza: 60.000 migranti in un giorno, la Spagna mobilita l’esercito

Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco, è al centro di una crisi migratoria senza precedenti. Negli ultimi giorni, circa 60.000 persone hanno attraversato la frontiera, un numero che equivale al 70% della popolazione locale. Il presidente di Ceuta, Juan Jesus Vivas, ha descritto la situazione come insostenibile paragonando l’afflusso a un’ipotetica invasione di 34 milioni di persone in Spagna in un solo giorno.

L’arrivo massiccio e le difficoltà delle autorità

Le immagini della spiaggia del Tarajal mostrano gruppi di persone che raggiungono la costa a nuoto o con l’aiuto di galleggianti. Gli agenti della Guardia Civil, spesso sopraffatti dal numero di arrivi, hanno dovuto affrontare una situazione critica. Negli ultimi giorni, almeno 2.000 persone sono approdate a Ceuta, con undici morti accertati. Il governo spagnolo ha annunciato l’invio di soldati per gestire l’emergenza.

Il premier Pedro Sanchez visiterà Ceuta per valutare la situazione sul posto, accompagnato dal ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska. Le autorità locali hanno segnalato che, in media, circa 300 persone entrano quotidianamente via mare, con un trend in costante aumento. Negli ultimi dodici mesi, oltre 60 persone hanno perso la vita tentando questa traversata.

La fuga di massa e la carenza di risorse

Il dispositivo di controllo ha ceduto in alcuni punti, permettendo a centinaia di persone trattenute dalla Guardia Civil di fuggire verso la città. La carenza di agenti sufficienti ha reso difficile contenere un gruppo così numeroso. Vivas ha chiesto all’Esecutivo di dichiarare l’emergenza nazionale, richiedendo risorse aggiuntive e finanziamenti per far fronte al collasso dei servizi locali.

La risposta del governo spagnolo e la cooperazione internazionale

Il governo spagnolo ha escluso inizialmente l’opzione dell’emergenza nazionale, citando la normativa statale di protezione civile che non considera i flussi migratori un rischio all’interno del Sistema nazionale di protezione civile. Tuttavia, Sanchez ha assicurato che tutte le risorse necessarie saranno mobilitate per ripristinare la normalità. Il ministro Marlaska si recherà a Ceuta per incontrare le autorità locali e valutare la situazione.

La crisi ha suscitato reazioni anche a livello internazionale. Il governo italiano sta valutando la sospensione di Schengen con la Spagna, una mossa che sembra inserirsi nella contesa politica in vista delle elezioni dell’anno prossimo. L’ambasciata del Marocco a Madrid ha attribuito l’ingresso massiccio a organizzazioni criminali dedite alla tratta di esseri umani, sottolineando la collaborazione con la Spagna in materia migratoria.

La collaborazione tra Spagna e Marocco

Spagna e Marocco hanno concordato di rafforzare il coordinamento tra i due Paesi e di rivedere le procedure per accelerare la consegna delle persone entrate illegalmente a Ceuta. Tuttavia, fonti della Guardia Civil a Ceuta hanno ridimensionato la portata di questa cooperazione, sostenendo che l’aiuto della Gendarmeria marocchina sul terreno è superficiale e non basta a contenere la pressione alla frontiera.

La situazione a Ceuta rimane critica, con oltre 1.500 migranti arrivati in una settimana e un centro di accoglienza sopraffollato. Le autorità locali continuano a chiedere un intervento deciso per evitare una crisi simile a quella del, quando migliaia di migranti passarono la frontiera di Ceuta, aprendo una grave crisi tra Spagna e Marocco.

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