Nel cuore dell’area dei Nebrodi si trova una raccolta di straordinario valore scientifico e culturale: migliaia di esemplari di fauna e flora catalogati nel corso di anni di osservazione. Questa collezione, nata per iniziativa di Salvatore Migliore, farmacista e appassionato naturalista, è custodita attualmente nella dimora privata di Lina Pavone, vedova del ricercatore, che continua a garantire la cura del materiale. L’amministrazione comunale di Longi, guidata dal sindaco Calogero Lazzara, ha avviato un percorso per trovare una sede pubblica dove conservare e rendere fruibile questo patrimonio.
Si tratta di un insieme che include insetti imbalsamati, piccoli mammiferi, funghi, fiori e piante, raccolti nell’arco di anni di lavoro sul territorio. L’idea proposta dal Comune è di dar vita a una fondazione pubblico-privata che riconosca agli eredi un ruolo centrale, con l’obiettivo di preservare la collezione e amplificarne il valore didattico e scientifico per le generazioni future.
Origine e valore della collezione
La raccolta è il frutto di un’operazione di campo iniziata da Migliore che, spinto da curiosità e amore per la natura, ha riunito esemplari portati anche dagli abitanti del territorio. Questo patrimonio non è solo una serie di oggetti: racchiude conoscenze locali, pratiche di osservazione e una narrazione del paesaggio dei Nebrodi. Tra gli elementi più rilevanti si segnalano collezioni di farfalle, coleotteri, api, piccoli mammiferi come volpi e martore, oltre a campioni botanici e funghi che testimoniano la biodiversità dell’area.
Un tesoro scientifico e didattico
La rilevanza della raccolta è duplice: da un lato ha valore scientifico per studiosi e ricercatori interessati alla biodiversità regionale; dall’altro offre un potenziale educativo notevole per scuole e visitatori. Il centro naturalistico prende il nome dal genere botanico Petagna, una pianta che rappresenta l’esempio di specie ritenuta unica nel suo habitat, simbolo della specificità locale. Rendere accessibile questa collezione significa trasformare osservazioni e campionamenti in strumenti di formazione e divulgazione.
Il progetto di valorizzazione a Longi
L’amministrazione comunale di Longi ha manifestato l’intenzione di ospitare la collezione in una struttura pubblica, creando un quadro giuridico e gestionale stabile attraverso una fondazione pubblico-privata. L’ipotesi prevede che la famiglia di Migliore partecipi attivamente alla governance, mantenendo un ruolo di primo piano come soci di maggioranza, in modo da salvaguardare l’integrità scientifica e la storia affettiva della raccolta. Questa soluzione mira anche ad attrarre visitatori, ricercatori e iniziative culturali che possano sostenere economicamente la gestione.
Modalità operative e coinvolgimento della comunità
Per tradurre il progetto in realtà saranno necessari passaggi concreti: individuare uno spazio pubblico idoneo, mettere a norma le esposizioni secondo standard museali, definire programmi di fruizione e percorsi didattici. Fondamentale sarà il coinvolgimento degli abitanti, che già in passato hanno contribuito consegnando esemplari; la collaborazione locale può diventare una rete di sentinelle ambientali e promotori di iniziative di citizen science. La creazione di una sede permanente potrebbe anche rafforzare l’offerta turistica sostenibile del territorio.
Storia personale e importanza della continuità
La raccolta nasce da un percorso personale: la vedova Lina Pavone racconta che l’attività è iniziata per passione e si è sviluppata in pochi anni grazie alla partecipazione della comunità. Non si è trattato solo di accumulare oggetti, ma di costruire una memoria collettiva del territorio. Trasformare questa memoria in un progetto pubblico significa riconoscere il valore del lavoro volontario e dell’impegno civico nella produzione di conoscenza, garantendo la trasmissione ai giovani e la tutela degli esemplari.
La proposta di istituzionalizzazione attraverso una fondazione punta a conciliare tutela scientifica e valorizzazione culturale, offrendo strumenti per conservare gli esemplari secondo criteri professionali e per promuoverne la fruizione. In questo senso, il progetto è un esempio di come risorse nate dal basso possano trovare sostegno istituzionale senza perdere il carattere originario di passione e dedizione personale.
Prospettive e prossimi passi
Le autorità locali e la famiglia stanno valutando soluzioni pratiche per la trasferibilità e la conservazione del materiale. Tra le priorità figurano la scelta di una sede idonea, l’allestimento museografico e la definizione di un piano di governance che garantisca sia la tutela scientifica sia la partecipazione pubblica. L’obiettivo dichiarato è creare un punto di riferimento per la conoscenza della biodiversità dei Nebrodi e un catalizzatore per attività culturali e didattiche sul territorio.
In conclusione, la storia della collezione è un esempio di come la passione individuale e il coinvolgimento della comunità possano generare un patrimonio condiviso. La proposta di Longi di costituire una fondazione rappresenta una strada per trasformare questo patrimonio in risorsa pubblica, assicurandone la conservazione e la valorizzazione per le future generazioni.



