Palermo ha vissuto una notte magica, illuminata dalla fede e dalla tradizione, in occasione della 402esima edizione del Festino di Santa Rosalia. La città ha accolto centinaia di migliaia di fedeli e turisti, stimati in circa 400 mila, per onorare la sua patrona con un evento ricco di emozioni e significati profondi.
Il percorso del carro trionfale, partito dal Piano di Palazzo Reale, ha attraversato le strade del centro storico, regalando momenti di grande suggestione. La statua della Santuzza, avvolta da 300 farfalle luminose, ha portato con sé un messaggio di pace e speranza, simbolizzato dalla croce fatta con il legno dei barconi dei migranti e dal ramo d’ulivo.
Un messaggio di speranza e resistenza
L’arcivescovo Corrado Lorefice ha rivolto un messaggio toccante alla città, sottolineando come Santa Rosalia rappresenti un simbolo di resistenza e speranza. “Santa Rosalia ci parla attraverso i giovani coraggiosi come lei”, ha dichiarato, ricordando il legame tra la patrona e i giovani della città, ispirati dal suo esempio di coraggio e determinazione.
Il sindaco Roberto Lagalla ha ribadito l’importanza del Festino come momento identitario per Palermo, un evento che unisce la comunità e rafforza il legame con la sua patrona. “Il Festino di Santa Rosalia rappresenta uno dei momenti più identitari e sentiti per Palermo e i palermitani”, ha affermato, sottolineando l’emozione e la speranza che ogni anno accompagnano il passaggio del carro.
Spettacolo e tradizione
La serata è stata arricchita da spettacoli pirotecnici e un drone show a cura di Drone show Italy, che ha illuminato il cielo sopra il Foro Italico con figure luminose e messaggi dedicati alla città. I fuochi d’artificio di La Rosa International Fireworks hanno concluso la festa con uno spettacolo di 45 minuti, lasciando tutti senza fiato.
Il carro trionfale, progettato dall’architetto Mario Cucinella, ha portato in scena un giardino botanico che racchiude il Mediterraneo, simbolo della ricchezza e della diversità della regione. La statua di Santa Rosalia, con la sua croce e il ramo d’ulivo, ha rappresentato un messaggio di pace e unità per tutta la comunità.
Impegno civile e solidarietà
Il Festino ha anche visto un forte impegno civile, con gli striscioni di Addiopizzo appesi nei balconi del Cassaro che invocavano Santa Rosalia per liberare Palermo dalla mafia, dall’indifferenza e dal silenzio. “Santa Rosalia liberaci dalla mafia, dall’indifferenza e dal silenzio. Riprendiamoci Palermo”, recitavano gli striscioni, un appello alla comunità per un futuro libero e giusto.
Un momento particolarmente emozionante è stato l’omaggio a Maria Concetta D’Amaso, mamma della piccola Alessia La Rosa, scomparsa a soli otto anni a causa di un cancro. La presenza della mamma sul carro è stata un modo per ringraziare i palermitani per l’amore e il supporto ricevuti in questi anni. La folla ha gridato a lungo “Alessia, Alessia”, in un gesto di solidarietà e affetto.
Il Festino ha anche visto la partecipazione di attori come Dario Aita, Ester Pantano e Giusy Buscemi, che hanno portato in scena un dialogo sulla Palermo di oggi, raccontando l’eredità della stagione normanna e il legame con Santa Rosalia. Il tradizionale “Viva Palermo e Santa Rosalia” è stato urlato alla folla, unendo tutti in un unico grido di speranza e unità.
La serata si è conclusa con un messaggio di speranza e resistenza, un invito a tutti i palermitani a unirsi per un futuro migliore, libero dalla mafia e dall’indifferenza. Il Festino di Santa Rosalia è stato un evento indimenticabile, che ha rafforzato il legame tra la città e la sua patrona, simbolo di fede, speranza e unità.



