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Mario Macaluso e il mistero di Cefalù nel nuovo romanzo

Tra i vicoli di Cefalù, un ritratto senza nome e una donna che non esiste: il nuovo thriller di Mario Macaluso intreccia arte, tecnologia e mistero

Mario Macaluso e il mistero di Cefalù nel nuovo romanzo

In un piccolo museo di Cefalù un ritratto senza nome guarda i visitatori con uno sguardo che sembra nascondere un segreto. Questo è il punto di partenza de La donna che non esisteva il nuovo romanzo di Mario Macaluso che mescola thrillermistero e storia in un intreccio avvincente.

Il romanzo si apre con un enigma: un ritratto del Quattrocento esposto in una delle sale del museo di Cefalù, rappresenta un uomo di cui nessuno conosce l’identità. Questo Ignoto con il suo sguardo fermo e penetrante, sembra osservare chiunque si avvicini, come se custodisse un segreto antico. Macaluso rovescia la domanda tradizionale: non chi è l’Ignoto, ma chi è la donna che sembra apparire nel riflesso di quel dipinto.

Un mistero che unisce passato e presente

La protagonista del romanzo è Francesca Finelli una professoressa di filosofia di trentadue anni che, insieme ai suoi studenti, sviluppa un’app in grado di leggere le micro-variazioni nei dipinti. Un giorno, davanti al ritratto dell’Ignoto, l’app registra un respiro quattordici atti al minuto. La tavola del Quattrocento sembra viva, e nella pupilla dell’Ignoto appare la sagoma di una donna velata, con un codice cucito nel vestito.

Da quel momento, Francesca si trova coinvolta in un mistero che va ben oltre un semplice progetto scolastico. Scopre che il medaglione che porta al collo, con una luna e una stella, è legato a una storia che risale a settecento anni prima. Qualcuno ha seguito il suo progetto da vicino, e ora Francesca deve affrontare una rete globale che raccoglie dati su scala mondiale.

La tecnologia e il mistero

Il romanzo intreccia arte e tecnologiafilosofia e thriller creando un’atmosfera unica. La Sicilia, con il suo mare e le sue rocche, fa da sfondo a una storia che esplora le paure più contemporanee: la sorveglianza la libertà la fede e cosa significhi davvero esistere agli occhi degli altri.

Francesca non può combattere con la forza, ma può usare l’unica arma che una macchina non sa imitare: l’invenzione. In una cucina di Cefalù, crea una donna che non esiste, le dà un nome, una storia, un segreto, e la semina come un’esca. Il romanzo esplora quanto possa diventare pericolosa una verità che qualcuno ha deciso di non far esistere.

Cefalù, protagonista silenziosa

Cefalù non è solo un sfondo nel romanzo, ma un vero e proprio protagonista. Macaluso conosce questa città e la descrive con affetto e precisione, mostrando il duomo, i vicoli, il museo e i suoi segreti. Un novembre senz’anno la luce corta, il mare che si fa scuro presto, tutto contribuisce a creare un’atmosfera unica.

Il romanzo è un invito a dubitare di tutto, anche di ciò che abbiamo davanti agli occhi. La domanda del titolo, La donna che non esisteva resta accesa anche a libro chiuso: quanto di ciò che guardiamo esiste davvero, e quanto siamo noi a volerlo vedere?

Il romanzo è disponibile su Amazon e promette di tenere svegli i lettori fino all’ultima pagina. Macaluso ha voluto un finale aperto, senza soluzioni consolatorie, lasciando al lettore il compito di riflettere su ciò che ha letto.

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