La notte di Ferragosto ha visto un episodio violento che ha sconvolto il quartiere Zen di Palermo. In via Costante Girardengo, un uomo di 45 anni, Vito Genovese, ha perso la vita durante una rissa. Le indagini sono ancora in corso per ricostruire l’accaduto.
La dinamica dell’aggressione
Secondo le prime ricostruzioni, Vito Genovese avrebbe sorpreso tre individui mentre armeggiavano in un box di sua proprietà. La situazione è degenerata rapidamente, portando a una violenta colluttazione. Genovese è stato aggredito con un casco e colpito al volto con un cacciavite, ferite che si sono rivelate mortali.
La moglie di Genovese, testimone dell’accaduto, ha lanciato l’allarme, permettendo l’intervento immediato dei carabinieri della compagnia di San Lorenzo e San Filippo Neri. Sul posto è intervenuto anche Domenico D’Anna, un uomo di 47 anni che ha cercato di soccorrere la vittima, riportando una ferita alla spalla.
Le indagini e i fermati
I carabinieri hanno fermato tre persone: Paolo Puleo, un uomo di 34 anni agli arresti domiciliari, e due minorenni di 17 e 16 anni. Tutti e tre sono accusati di omicidio. Le indagini stanno cercando di chiarire ogni dettaglio della vicenda, con l’ausilio delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona.
L’autopsia sarà eseguita all’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo per determinare con precisione le cause del decesso. I due minorenni sono stati trasferiti nel carcere Malaspina, mentre Puleo è detenuto al Pagliarelli.
La reazione del quartiere
L’episodio ha scosso profondamente il quartiere Zen, già segnato da una serie di eventi violenti. I residenti esprimono preoccupazione e chiedono maggiore sicurezza. Le autorità stanno lavorando per garantire che giustizia sia fatta e per prevenire futuri episodi simili.
La tragedia ha ricordato a tutti l’importanza di mantenere la calma e risolvere le controversie in modo pacifico. Le indagini continuano per fare piena luce su quanto accaduto quella notte di Ferragosto.



