L’Italia è in fiamme, letteralmente e metaforicamente. Mentre la provincia di Palermo brucia a causa degli incendi, le previsioni meteorologiche non offrono alcun sollievo. Il weekend si preannuncia rovente, con temperature che raggiungeranno picchi preoccupanti in diverse città del Paese.
Il ministero della Salute ha emesso un avviso di allerta rossa per il caldo, che coinvolge Palermo e altre 18 città italiane. La protezione civile regionale ha pubblicato un avviso per rischio incendi e ondate di calore, valido fino a sabato 18 luglio. Per Palermo, nella giornata di venerdì, sono previsti allerta rossa e pericolosità alta per quanto riguarda il rischio incendi, e il livello 3 (colore rosso) per il rischio di ondate di calore, con temperature massime percepite di 39 gradi centigradi.
L’Italia sotto scacco del caldo record
Secondo il bollettino del ministero della Salute, il mese di giugno 2026 è stato il secondo più caldo di sempre a livello globale e europeo. L’analisi illustrata nel corso della Cabina di regia dal Dep Lazio ha evidenziato un ulteriore elemento preoccupante: l’eccesso di mortalità registrato in Italia nel periodo di riferimento è limitato agli over 85, i cosiddetti grandi anziani.
Ma c’è un dato che preoccupa particolarmente: quello sugli accessi in pronto soccorso che hanno evidenziato lievi incrementi a Palermo, Venezia, Milano. Il 1500, il numero di pubblica utilità del ministero, ha ricevuto già oltre mille chiamate da parte degli utenti considerata anche la giornata di oggi (giovedì 16 luglio). Il picco delle chiamate si è registrato in corrispondenza delle ondate di calore. A contattare di più il ministero sono gli over 65. Le chiamate di primo livello riguardano soprattutto i bollettini sul caldo e gli effetti del caldo sulla salute. Al secondo livello le chiamate riguardano soprattutto problemi psicosociali e disturbi cardiocircolatori.
I rischi per la salute e i consigli degli esperti
Di fronte al perdurare delle temperature estreme, la Federazione delle associazioni dei dirigenti ospedalieri internisti (Fadoi) richiama l’attenzione sui rischi per la salute, in particolare per anziani, persone fragili e pazienti con patologie croniche. Ormai temperature di 35 gradi non sono più un’eccezione spiega Andrea Montagnani, presidente nazionale Fadoi.
Secondo gli internisti ospedalieri il rischio cresce ulteriormente quando le temperature raggiungono o superano i 40 gradi. In queste condizioni il corpo può non riuscire più a disperdere il calore avverte Montagnani. La temperatura interna aumenta e possono comparire disidratazione importante, alterazioni della pressione arteriosa, confusione mentale fino al colpo di calore, che rappresenta una vera emergenza medica perché può compromettere il funzionamento di cervello, cuore e reni e richiede un intervento immediato sottolinea Montagnani.
Quando il caldo persiste per molti giorni consecutivi, inoltre, l’organismo non riesce più a recuperare, soprattutto se anche le temperature notturne rimangono elevate. Si instaura una progressiva disidratazione, aumenta lo stress cardiovascolare e registriamo un incremento dei ricoveri per scompenso cardiaco, insufficienza renale, infezioni e complicanze respiratorie. L’associazione invita quindi le persone più vulnerabili ad adottare tutte le precauzioni necessarie.
Misure straordinarie per proteggere gli animali
Non solo gli esseri umani sono a rischio. Il Comune di Palermo ha emanato nuove misure per difendere gli animali dal caldo. È obbligatorio portare acqua se si esce e vietato lasciare gli animali in balcone. Quella di domani rappresenta un’ulteriore giornata di sospensione dell’attività, dopo quella di oggi, e si aggiunge alle limitazioni già previste dall’ordinanza estiva, con la quale sono state individuate le fasce orarie di maggiore esposizione ai raggi solari durante le quali è vietato l’impiego dei cavalli nel servizio turistico.
Il messaggio è molto chiaro: non bisogna mai sospendere o modificare autonomamente le cure. Sarà il medico a valutare se sia necessario adattare temporaneamente la terapia o aumentare il monitoraggio clinico.



