Palermo è ancora una volta al centro di un’Operazione antimafia di grande rilievo. Le forze dell’ordine hanno colpito duramente le organizzazioni criminali, arrestando sia elementi di basso rango che figure di spicco. Ma chi sono i nuovi arrestati e quali sono i vecchi boss ancora in libertà?
Le indagini hanno portato alla luce un quadro complesso, dove emergono sia nuove leve che vecchie conoscenze della criminalità organizzata. Gli arresti effettuati a Isola delle Femmine e Capaci hanno coinvolto persone accusate di aver piazzato bottiglie di benzina per intimidire i commercianti. Tra gli arrestati, Rosario Piazza e Davide Carcione, entrambi residenti allo Zen, un quartiere noto per la sua complessa situazione sociale.
I Nuovi Arrestati e le Accuse
Rosario Piazza e Davide Carcione sono accusati di aver piazzato bottiglie di benzina con richieste di pizzo davanti a lidi e ristoranti. Le loro vite sono state documentate sui social media, dove emergono riferimenti al mito del Capo dei capi. Piazza era spesso in compagnia di Mirko Lo Iacono, soprannominato varbazzaalla testa di un gruppo di emergenti che sfidavano le regole.
Altri due fermati, Salvatore Modica e Samuel D’Acquisto, sono accusati del furto di una Fiat Panda utilizzata per appiccare le fiamme in un distributore di benzina. Questi arresti rappresentano solo la punta dell’iceberg di un fenomeno più ampio e complesso.
I Vecchi Boss e il Vuoto di Potere
Mentre la manovalanza viene arrestata, i vecchi boss sembrano muoversi nell’ombra. Figure come Calogero Lo Piccolo, Giuseppe Serio, Giuseppe Biondino e Massimo Troia, tutti appartenenti al mandamento di Tommaso Natale-San Lorenzo, sono ancora in libertà. Questi boss hanno scontato le loro condanne e oggi appaiono defilati, ma il loro passato impone la massima attenzione.
Lo Piccolo e Biondino sono considerati i più autorevoli. Lo Piccolo è impegnato in questioni familiari che coinvolgono la Procura per i minorenni e giura di aver chiuso con il passato. Tuttavia, la situazione rimane complessa e richiede un’attenta osservazione.
L’Operazione della Guardia di Finanza
La Guardia di Finanza di Palermo, su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia, ha eseguito un’importante operazione che ha portato all’arresto di 13 persone ritenute appartenenti o vicine alle storiche famiglie mafiose dell’Acquasanta e dell’Arenella. L’ordinanza cautelare prevede otto arresti in carcere e cinque ai domiciliari.
Le indagini hanno ricostruito nel dettaglio gli organigrammi delle due famiglie mafiose e la loro evoluzione nel corso degli anni. Tra i reati contestati figurano associazione mafiosa, favoreggiamento personale, bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori ed esercizio abusivo dell’attività di scommesse.
Tra gli arrestati figurano anche due nomi storici della mafia palermitana: Stefano Fidanzati, considerato il vertice della famiglia mafiosa dell’Arenella, e Raffaele Galatolo, già condannato all’ergastolo ma in semilibertà. Gli investigatori ritengono che Galatolo abbia mantenuto contatti con l’organizzazione mafiosa anche durante il periodo trascorso fuori dal carcere.
L’operazione rappresenta uno dei più importanti interventi antimafia degli ultimi mesi a Palermo e punta a colpire non solo gli uomini delle cosche, ma anche i patrimoni e i circuiti economici utilizzati per finanziare le attività criminali.



