Negli ultimi mesi la fauna selvatica delle Madonie ha superato di gran lunga i limiti di coesistenza con le attività agricole. Daini e cinghiali si sono moltiplicati in maniera tale da provocare danni ingenti sia alle colture che al bestiame, ma anche a compromettere l’equilibrio ecologico dell’intero parco naturale protetto. Di fronte a questa situazione, l’Ente Parco delle Madonie ha deciso di intervenire in maniera più incisiva, chiedendo alla Regione Siciliana il riconoscimento di uno stato di emergenza.
Richiesta di stato di emergenza alla Regione Siciliana
Nel corso dell’ultima riunione del Consiglio del Parco, i responsabili hanno deliberato la presentazione di una istanza formale per ottenere lo stato di emergenza a causa dell’eccessiva concentrazione di daini e cinghiali nel comprensorio madonita. La decisione è stata sostenuta da dati sul campo che evidenziano una crescita esponenziale delle popolazioni, molto superiore a quella osservata in altre aree protette della Sicilia. L’Ente sottolinea che, senza un intervento urgente, la pressione su terreni agricoli e pascoli continuerà a intensificarsi, con ricadute negative sia per gli agricoltori sia per la biodiversità del parco.
Piani di gestione della fauna già predisposti
Per dimostrare la propria capacità di gestire la problematica, il Parco delle Madonie ha già redatto piani di gestione della fauna selvatica basati su studi scientifici e monitoraggi continui. Tali piani prevedono misure di selezione e controllo mirate, l’installazione di recinzioni ecologiche e la cooperazione con esperti di fauna per ridurre la densità degli animali in modo sostenibile. Tuttavia, le risorse interne, nonostante l’impegno quotidiano del personale e dei coadiutori formati, non bastano a fronteggiare l’entità del fenomeno.
Ripercussioni economiche e bilancio del Parco
Le richieste di indennizzo presentate dagli allevatori e dagli agricoltori sono in costante aumento. Ogni segnalazione viene verificata da tecnici del Parco tramite sopralluoghi accurati e, se confermata, l’indennizzo viene erogato usando fondi propri del bilancio dell’Ente. Questo meccanismo, se da un lato garantisce una risposta immediata ai danni, dall’altro sottrae risorse finanziarie a programmi di tutela ambientale, valorizzazione del territorio e attività educative. Il sovraccarico di spese ha spinto l’Ente a chiedere risorse aggiuntive per non compromettere la sua missione istituzionale.
Appello ai sindaci e al ruolo dei fondi regionali
Il presidente del Parco, Giuseppe Ferrarello ha rivolto un appello congiunto a tutti i sindaci dei comuni che fanno parte del Parco dei Nebrodi e a quelli di altre zone della Sicilia, invitandoli a sostenere gli agricoltori nella partecipazione al bando SRD04 – Azione 1. Tale bando, riservato alle aree protette, prevede punteggi aggiuntivi per le imprese che operano in contesti caratterizzati da vincoli ambientali particolari. L’Ente ritiene che la Regione e l’Assessorato all’Agricoltura debbano individuare risorse supplementari rispetto alla dotazione iniziale, così da permettere lo scorrimento della graduatoria e garantire il finanziamento totale di tutti i progetti idonei presentati sia dalle Madonie sia da altri territori colpiti.
Secondo il presidente Ferrarello, “la tutela dei nostri agricoltori e la salvaguardia della biodiversità non devono essere viste come obiettivi opposti, ma come un unico percorso di sviluppo sostenibile”. Il bando, pur non risolvendo definitivamente la gravità della situazione, rappresenta uno strumento aggiuntivo nella serie di iniziative volte a mitigare l’impatto della fauna selvatica. L’appello finale è chiaro: è necessario agire congiuntamente, unendo le forze istituzionali e locali, per fornire risposte concrete a chi vive e custodisce la terra madonita.



