Il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici (CSLP) ha pubblicato, il 6 agosto scorso, un rapporto di 353 pagine sul progetto definitivo del ponte sullo Stretto. Il documento contiene ben 361 prescrizioni vincolanti, di cui 166 richiedono ulteriori indagini, studi o verifiche. Accanto a queste, sono state indicate 77 raccomandazioni, segnalando un panorama di criticità che, secondo gli esperti, rende ancora incerta la fattibilità dell’intervento.
Le 361 prescrizioni del CSLP: un elenco dettagliato di criticità
Il parere tecnico si concentra su diversi ambiti che, se non risolti, potrebbero compromettere la sicurezza e la sostenibilità dell’opera. Tra le principali indagini geologiche e sismiche è previsto il monitoraggio delle faglie attive presenti nell’area dello Stretto. Inoltre, il documento richiede una revisione delle azioni sismiche e della resistenza delle fondazioni e degli ancoraggi, puntando su una più approfondita valutazione delle forze dinamiche.
Stabilità aerodinamica, materiali e carichi di esercizio
Altre parti cruciali della relazione riguardano la stabilità aerodinamica di torri, impalcato e cavi del ponte, con particolare attenzione alle condizioni di vento estremo. Vengono messe in dubbio le caratteristiche degli acciai scelti e i criteri di dimensionamento rispetto a temperature di progetto e carichi di esercizio. Anche la sicurezza della circolazione ferroviaria e stradale, soprattutto in scenari di vento forte o deformazioni della struttura, è oggetto di rigide prescrizioni.
Conferenza a Palazzo Zanca: l’associazione “Invece del ponte” in prima linea
Il 23 settembre, nella Sala Ovale di Palazzo Zanca a Messina, l’associazione “Invece del ponte – Cittadini per lo sviluppo sostenibile dell’area dello Stretto” ha tenuto una conferenza stampa per analizzare nel dettaglio le osservazioni del CSLP. Il presidente dell’associazione, Guido Signorino ha introdotto l’incontro, mentre il professore Mario De Miranda esperto di ponti di grande luce, ha illustrato le implicazioni tecniche delle prescrizioni.
Le parole di De Miranda e la necessità di ulteriori verifiche
De Miranda ha sottolineato che le prescrizioni toccano aspetti fondamentali dell’edificazione, dalla presenza di faglie attive alla sicurezza della navigazione sotto il ponte. “Il quadro delineato richiede ulteriori verifiche prima di poter considerare definitivamente accertate la fattibilità e la configurazione dell’opera”, ha affermato, aggiungendo che le verifiche potrebbero comportare modifiche progettuali sostanziali e un notevole aumento dei costi. Inoltre, ha ricordato che, per legge, il progetto definitivo non può essere modificato dal progetto esecutivo, il quale deve conformarsi alle prescrizioni già emesse.
Prossimi step amministrativi: Cipess, Mit e il calendario dei lavori
Nel frattempo, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini ha dichiarato che l’iter del ponte è “in fase molto avanzata” e che la prossima delibera spetterà al Cipess. La Corte dei Conti ha già formulato rilievi che richiederanno una nuova valutazione da parte del comitato interministeriale. Salvini ha inoltre incontrato il presidente della società Stretto di MessinaMaurizio Basile e l’amministratore delegato Pietro Ciucci esprimendo soddisfazione per l’ottenimento del parere del CSLP.
Secondo il cronoprogramma del Ministero, entro la fine di settembre 2026 si dovrebbe avviare l’istruttoria per la delibera del Cipess. Se tutti i passaggi saranno completati secondo i tempi previsti, la fase realizzativa potrebbe partire entro la fine del 2026, con l’obiettivo di aprire il traffico al ponte nel 2034, dopo circa sette anni e mezzo di lavori.
Nel contesto di queste evoluzioni, l’associazione “Invece del ponte” ha annunciato l’intenzione di presentare una diffida al Cipess, sostenendo che il progetto definitivo non è ancora concluso dal punto di vista tecnico. La loro posizione è che sia necessario un riesame approfondito delle nuove indagini prima di procedere con l’appalto e la progettazione esecutiva, onde garantire la sicurezza, la fattibilità tecnica e la sostenibilità economica dell’intervento.


