26 Maggio 2026 🌤 23°

Sabbie nere di Vulcano in pericolo: allarme erosione e interventi richiesti

La celebre spiaggia nera di Vulcano subisce gravi erosioni: il comitato locale chiede interventi urgenti mentre la Regione avvia accertamenti

Sabbie nere di Vulcano in pericolo: allarme erosione e interventi richiesti

La celebre spiaggia delle Sabbie Nere a Vulcano, riconosciuta a livello internazionale, è oggi al centro di un allarme per la sua progressiva riduzione. Secondo le segnalazioni del comitato Amici delle Sabbie Nere, il livello del mare sarebbe aumentato di circa 15 centimetri in un anno, con tratti di arenile che avrebbero perso fino a 4 metri di larghezza; la problematica ha spinto il comitato a raccogliere quasi mille firme in una petizione indirizzata alle istituzioni locali e nazionali. In questo contesto, emerge la preoccupazione per edifici e infrastrutture che ora risultano esposti alle mareggiate e all’avanzata del mare.

Le richieste del comitato non sono rimaste isolate: è stata inviata una lettera al ministro della Protezione civile e del mare, Nello Musumeci, e al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per sollecitare interventi immediati. Sul fronte istituzionale l’Assessorato del Territorio e dell’Ambiente ha preso atto della situazione e, come riportato dalla Gazzetta del Sud, ha chiesto il 12 maggio un sopralluogo urgente all’Ufficio circondariale marittimo di Lipari, con la richiesta di una relazione dettagliata sul fenomeno erosivo. Le istanze del comitato puntano sia a misure di tutela a breve termine sia a studi scientifici per comprendere le cause alla base del problema.

Impatto sulle strutture e criticità del pontile

Il quadro descritto dal comitato evidenzia danni già visibili: in alcune aree della baia le onde impattano contro i muri dell’ex hotel Eolian e contro le pareti di altre abitazioni, con giardini che risultano parzialmente collassati per l’invasione dell’acqua. Il rischio è che, se l’erosione proseguirà, i muri di contenimento possano cedere con conseguenze ingenti per le proprietà costiere. Accanto a queste criticità si segnala lo stato del pontile del molo di Ponente, struttura che nel piano di protezione civile è indicata come possibile via di fuga in caso di emergenza ma che è stata temporaneamente interdetta al passaggio via terra dal sindaco di Lipari, Riccardo Gullo.

Il pontile e il problema delle griglie

Secondo quanto riferito, le griglie presenti sul pontile servono per lo sfogo dell’acqua; tuttavia, durante il passaggio del ciclone denominato Harry, alcune delle aperture più datate avrebbero agito come un tappo, ostacolando il deflusso e aggravando l’accumulo idrico nella baia. Questa circostanza ha motivato la chiusura temporanea del passaggio e ha sollevato dubbi sulla funzionalità delle vie di evacuazione in situazioni estreme. Il sindaco ha dichiarato la disponibilità ad assumersi responsabilità e a indicare alternative per l’evacuazione, ma il comitato richiama l’urgenza di interventi strutturali e verifiche tecniche immediate.

Proposte del comitato e richieste di studi scientifici

Per arginare la perdita dell’arenile, il comitato propone una soluzione pratica ispirata a un intervento già effettuato in passato: spalmarе nuovamente sulla spiaggia il mix di terra vulcanica e acqua piovana accumulati in una vasca, una misura tampone che in precedenza aveva mostrato effetti conservativi sul litorale. Parallelamente i cittadini chiedono il coinvolgimento dell’Università di Messina per realizzare uno studio sull’idrodinamica della baia, volto a chiarire i movimenti del mare e le cause dell’erosione localizzata. L’obiettivo dichiarato è passare da azioni emergenziali a misure progettuali basate su monitoraggio e modellistica scientifica.

Verso una strategia integrata

Il percorso ipotizzato include più attori: amministrazioni comunali e regionali, Guardia costiera, Soprintendenza per i beni paesaggistici e gli enti di ricerca. Una strategia integrata dovrebbe contemplare sia interventi di protezione temporanea sia soluzioni a lungo termine, come il ripascimento mirato o la modifica delle opere portuali che possono alterare la dinamica delle correnti. Il coinvolgimento di enti tecnici è ritenuto essenziale per evitare interventi poco efficaci o, peggio, dannosi per l’ecosistema costiero.

Le reazioni istituzionali e i prossimi passi

La presa d’atto dell’Assessorato e la richiesta di sopralluogo alla Guardia costiera segnalano come la questione abbia attraversato i confini delle segnalazioni cittadine, entrando nell’agenda amministrativa regionale. I rilievi attesi dovranno fornire elementi utili per valutare priorità d’intervento e finanziamenti necessari. Nel frattempo, il comitato continua la raccolta di firme e sollecita trasparenza nelle tempistiche e nelle soluzioni proposte, chiedendo che i risultati degli studi e delle ispezioni siano resi pubblici per informare la comunità e i turisti sullo stato della Spiaggia delle Sabbie Nere.

La vicenda combina aspetti ambientali, urbanistici e di protezione civile: la sfida è trovare un equilibrio tra la salvaguardia di un bene paesaggistico riconosciuto e la protezione delle persone e delle strutture costiere. Tra petizioni, sopralluoghi e proposte tecniche, la speranza del comitato e dei residenti è che le istituzioni traducano l’allarme in azioni concrete e coordinate per preservare la costa di Vulcano e il suo patrimonio naturale.

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