Il 26 aprile scorso, la tranquilla via Benedetto D’Acquisto di Monreale è diventata il teatro di un drammatico conflitto. Dopo aver trascorso la serata tra i locali del centro, diversi gruppi di giovani si sono ritrovati davanti al bar 365, dove un’iniziale alterco è rapidamente degenerato in una rissa incontrollata.
La serata tra bar e chiacchiere
Intorno all’ora 1:30 circa, i testimoni hanno ricordato l’atmosfera festosa: tavolini e sedie rovesciati, bicchieri che volavano in aria sotto il fragore di urla. Una situazione che, seppur caotica, era ancora contenuta entro i confini di un classico diverbio giovanile. In quel contesto, la velocità con cui Michele Acquisto percorreva la via a bordo del suo scooter ha scatenato le prime proteste, soprattutto da parte di Salvo Turdo.
La scintilla della lite e l’escalation verso gli spari
Secondo le ricostruzioni dei tre giovani intervenuti in aula – tutti di 20 anni – Turdo ha iniziato a lamentarsi ad alta voce, accusando il cugino di Samuel Acquisto di guidare in modo pericoloso. La tensione è salita di livello quando Turdo ha colpito con una testata Andrea Miceli, che si era avvicinato per calmare gli animi. Da quel momento la violenza è esplosa: un partecipante di bassa statura ha estratto una pistola da una tracolla e ha iniziato a sparare verso la folla.
Chi sono gli imputati e le accuse
Gli inquirenti hanno identificato i tre responsabili: Salvatore Caruso e Mattias Conti entrambi ventenni, e Samuel Acquisto diciannove anni. Caruso e Conti sono accusati di strage con l’aggravante del possesso e del porto illegale di armi da fuoco, mentre ad Acquisto è contestato l’incitamento a sparare e la guida della moto di fuga. Tutti e tre rischiano la pena dell’ergastolo davanti alla Corte d’assise di Palermo.
Le vittime e le conseguenze giudiziarie
La raffica di colpi ha mietuto tre morti: Andrea Miceli e Massimo Pirozzo, entrambi 25enne, e Salvo Turdo, 23 anni. Altre due persone hanno riportato ferite di varia gravità. Dopo l’intervento dei Carabinieri, la scena è stata pervasa da proiettili sparsi e segni di violenza. Le testimonianze oculari hanno permesso alla Procura di attribuire gli spari a Caruso e Conti, mentre Acquisto è stato ritenuto il promotore dell’attacco.
Il dibattimento, presieduto dal giudice Angelo Pellino, continuerà nelle prossime settimane, con una data fissata per il 15 ottobre. Le autorità locali hanno promesso di approfondire le dinamiche che hanno trasformato un semplice diverbio in un “far West” a colpi di pistola, nella speranza di prevenire ulteriori episodi similari nella zona.



