Le isole minori della Sicilia si trovano di fronte a una nuova sfida. A partire da oggi, giovedì 10 settembre 2026, entrano in vigore gli aumenti delle tariffe dei collegamenti marittimi, una decisione che ha scatenato la reazione dei sindaci delle isole coinvolte. I primi cittadini, riuniti a Pantelleria, hanno espresso preoccupazione e ferma condanna per questa misura, definendola un colpo durissimo e inaccettabile per le comunità insulari.
Le conseguenze immediate degli aumenti
I sindaci Domenico Arabia di Santa Maria Salina, Fabrizio D’Ancona di Pantelleria, Ireneo Giardinello di Leni, Riccardo Gullo di Lipari, Filippo Mannino di Lampedusa e Linosa, Salvatore Militello di Ustica, Giuseppe Pagoto di Favignana – Isole Egadi e Giuseppe Siracusano di Malfa hanno firmato un documento congiunto in cui denunciano le pesanti criticità legate alla condizione di insularità e micro-insularità aggravate dall’inadeguatezza dei trasporti marittimi.
Le conseguenze immediate degli aumenti si traducono in un peggioramento delle condizioni di vita dei residenti e in un impatto devastante sull’economia turistica un settore già messo a dura prova dall’aumento generale dei costi. I sindaci sottolineano che il rischio a lungo termine è quello di desertificare socialmente ed economicamente i loro Comuni.
Un’arteria vitale per le isole
Per le comunità insulari, navi e aerei non sono servizi accessori, ma un’arteria vitale per l’accesso a salute, studio, lavoro e per il trasporto delle merci. I sindaci chiedono che vengano stabiliti prima i servizi indispensabili per la tenuta sociale ed economica delle isole e solo dopo individuare le coperture finanziarie.
Le richieste delle amministrazioni insulari
Le amministrazioni delle isole siciliane hanno firmato un documento di protesta chiedendo l’annullamento degli aumenti tariffari e l’istituzione urgente di un tavolo di concertazione permanente tra Ministero, Regione e sindaci. Questo tavolo dovrebbe servire a superare la gestione in emergenza con una pianificazione pluriennale.
I sindaci sottolineano che la stesura delle prossime gare di servizio dovranno essere basate sulle esigenze reali delle isole vincolando i futuri affidamenti a quadri finanziari congrui, frequenze e capacità adeguate, e a un sistema di tariffe protette per residenti, lavoratori e visitatori.
L’intervento della Regione
Il deputato regionale del Partito Democratico Dario Safina ha dichiarato che la Regione Siciliana non può restare a guardare di fronte al ripristino dei rincari sui collegamenti marittimi delle isole minori. Safina chiede al governo regionale di stanziare nelle prossime variazioni di bilancio le risorse necessarie a scongiurare gli aumenti almeno fino a ottobre e di aprire un confronto con il Governo nazionale per arrivare a una soluzione definitiva.
Safina riconosce all’assessore regionale alla Mobilità Alessandro Aricò di aver mostrato sensibilità in questa vicenda, ma chiede un ulteriore atto di responsabilità da parte della Regione. Serve uno sforzo finanziario attraverso le variazioni di bilancio per garantire tariffe sostenibili almeno fino a ottobre, ma si tratterebbe di un intervento sostitutivo e temporaneo. La responsabilità principale resta in capo allo Stato.
Il deputato Dem sottolinea che la questione riguarda circa 35 mila cittadini delle piccole isole siciliane, ma anche un sistema economico che sta investendo sull’allungamento della stagione turistica. Rendere più costoso raggiungere le isole significa rischiare di penalizzare residenti, lavoratori, imprese e turismo proprio nel momento in cui si aprono nuove opportunità.


