La Regione Siciliana ha pubblicato un avviso pubblico che destina un milione di euro a iniziative volte a rafforzare la alfabetizzazione mediatica e la competenza digitale tra i più giovani. L’intervento, promosso dall’assessorato della Famiglia, politiche sociali e lavoro, punta a costruire percorsi educativi che riducano l’esposizione a contenuti dannosi come materiale violento o pornografico e che limitino i rischi legati a fenomeni di disagio online quali il cyberbullismo, la dipendenza da schermo e l’isolamento sociale.
Il bando si rivolge a proposte progettuali che mettano al centro la tutela e la crescita dei minori, favorendo la partecipazione di nuclei familiari, scuole ed enti del territorio. L’obiettivo dichiarato dall’assessorato è creare una rete educativa stabile e condivisa che fornisca ai ragazzi strumenti pratici di orientamento nella fruizione delle piattaforme digitali, promuovendo al tempo stesso la cittadinanza attiva e la responsabilità nell’uso della rete.
Obiettivi, destinatari e tipi di intervento
I progetti devono rivolgersi a minori tra i 6 e i 17 anni e prevedere percorsi formativi, attività laboratoriali e campagne di prevenzione rivolte sia ai ragazzi sia alle loro famiglie e comunità educanti. Con alfabetizzazione mediatica si intende l’acquisizione di competenze critiche nella lettura dei contenuti digitali, mentre con educazione digitale si fa riferimento a strumenti pratici per navigare in sicurezza e gestire la propria presenza online.
Contenuti e metodologie previste
Le iniziative possono includere workshop, corsi in presenza e online, attività peer-to-peer, formazione per insegnanti e genitori, oltre a campagne informative sui rischi legati a pornografia, violenza e reati informatici. Un’attenzione particolare è riservata a modelli educativi che integrino competenze socio-emotive per prevenire il cyberbullismo e per contrastare la dipendenza digitale, valorizzando approcci partecipativi e pratici piuttosto che esclusivamente teorici.
Chi può presentare proposte e requisiti
Possono concorrere partenariati composti da enti del Terzo settore, università, enti pubblici e altri soggetti qualificati con esperienza comprovata nei campi della comunicazione, dell’educazione digitale e della prevenzione dei reati informatici. È richiesto che i proponenti dimostrino competenze organizzative e progettuali, capacità di coinvolgere le scuole e le famiglie e strumenti di monitoraggio per valutare l’impatto delle attività sul target giovanile.
Valutazione e impatto atteso
I progetti saranno valutati sulla base della qualità metodologica, della sostenibilità, dell’impatto previsto e del livello di integrazione con reti territoriali esistenti. L’intento è di sostenere interventi replicabili e scalabili che possano produrre risultati misurabili in termini di incremento delle competenze digitali e di riduzione dei fenomeni di rischio tra i partecipanti.
Ripartizione delle risorse e tempi di presentazione
Le risorse complessive sono suddivise in due quote territoriali uguali: 500.000 euro per le province della Sicilia centro-occidentale (Agrigento, Caltanissetta, Enna, Palermo e Trapani) e 500.000 euro per le province della Sicilia orientale (Catania, Messina, Ragusa e Siracusa). Questa suddivisione intende garantire un’equa distribuzione degli interventi sul territorio e facilitare la partecipazione di realtà locali con conoscenza diretta dei bisogni dei minori.
Modalità di invio e scadenza
Le proposte devono essere inviate esclusivamente tramite PEC, secondo le modalità indicate nell’avviso pubblico. La scadenza per la trasmissione dei progetti è fissata al 15 giugno 2026. Sul sito regionale è disponibile l’avviso con tutti i dettagli tecnici, la documentazione richiesta e i criteri di ammissibilità: è fondamentale rispettare le istruzioni formali per evitare esclusioni per motivi procedurali.
Un richiamo alla collaborazione
L’assessore responsabile evidenzia l’importanza di un lavoro sinergico tra istituzioni, scuole e terzo settore per creare percorsi efficaci e duraturi. Sostenere la cultura digitale responsabile significa, secondo la Regione, mettere in campo azioni che proteggono i minori ma che allo stesso tempo potenziano le loro opportunità di crescita e partecipazione sociale nel contesto digitale.