Monreale ha celebrato il 34° anniversario della strage di via D’Amelio con una cerimonia commemorativa in onore del giudice Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta. La città, dove Borsellino ha lavorato come pretore, ha rinnovato il suo legame indissolubile con la memoria del magistrato e dei suoi uomini.
La cerimonia, organizzata dal Comune di Monreale, ha visto la partecipazione del vicesindaco Giuseppe Di Verde e dell’onorevole Marco Intravaia, che hanno deposto un fascio di fiori ai piedi della lapide dedicata a Borsellino e agli agenti Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Un messaggio alle nuove generazioni
Il vicesindaco Di Verde ha rivolto un forte messaggio alle nuove generazioni, sottolineando l’importanza di raccogliere il testimone della legalità e del coraggio. “Oggi, a distanza di 34 anni, spetta ai nostri giovani raccogliere questo testimone”, ha dichiarato Di Verde. “Il ricordo non deve essere una semplice ricorrenza sul calendario, ma una pratica quotidiana di legalità, di coraggio e di rifiuto di ogni forma di sopraffazione.”
Alla cerimonia hanno partecipato anche i consiglieri comunali Flavio Pillitteri e Santina Alduina, nonché il comandante della Stazione Carabinieri di Monreale, Antonio La Rocca. Il deputato regionale Marco Intravaia ha ricordato il coraggio di Borsellino, che continuò a indagare nonostante sapesse di essere in pericolo.
La reazione dello Stato e il ricordo delle istituzioni
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato l’attentato di via D’Amelio come una strage che ha segnato profondamente la coscienza del Paese. “Pagò con la vita il proprio impegno di magistrato e con lui vennero uccisi cinque servitori dello Stato”, ha dichiarato Mattarella, definendo Borsellino e Falcone “simboli della riscossa civile del Paese”.
Anche la premier Giorgia Meloni ha reso omaggio a Borsellino, ricordando come la strage abbia segnato la sua vita e la sua decisione di impegnarsi in politica. “Il 19 luglio è una data che ha segnato la storia d’Italia”, ha scritto Meloni sui social, sottolineando l’importanza di continuare a percorrere la strada indicata da Borsellino.
La manifestazione in via D’Amelio
Alle 16.58, ora della strage, centinaia di persone hanno osservato un minuto di silenzio in via D’Amelio a Palermo, dove è stata organizzata una manifestazione dalle Agende rosse. L’inno di Mameli e un lungo applauso hanno chiuso il momento solenne, al quale hanno partecipato anche decine di bambini portati dai loro insegnanti.
Le reazioni dalla politica e dalle istituzioni sono state numerose. Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha parlato della memoria come di un modo per riaffermare i valori della giustizia e del senso civico. Il presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ha definito la strage “una ferita sempre aperta”, mentre il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha sottolineato l’importanza dell’esempio di Borsellino e della sua scorta.
La testimonianza di Lucia Borsellino
Lucia Borsellino, figlia del giudice, ha parlato dell’importanza di mantenere viva la memoria del padre e del suo impegno. “Convivere con la dimensione pubblica della storia di mio padre è stato sempre molto difficile”, ha dichiarato Lucia, sottolineando l’importanza della testimonianza per le nuove generazioni.
Lucia ha ricordato il “rigore e i sacrifici” del padre durante la sua carriera, vissuta per soli 52 anni, e la sua “innata onestà e trasparenza”. Ha anche parlato della necessità di continuare a cercare la verità sulla strage, nonostante le difficoltà e i depistaggi.
“I simboli hanno un significato e un valore indiscutibile, ma vorrei anche andassimo oltre i simboli”, ha detto Lucia, sottolineando l’importanza di non arrendersi nella ricerca della verità. “La sparizione dell’agenda rossa non può fermare la ricerca della verità”, ha aggiunto, ringraziando le istituzioni sane che continuano a lavorare per colmare il vuoto di conoscenza.



