Mentre le istituzioni parlano di rilancio industriale e tutela del tessuto produttivo a termini imerese si sta delineando un futuro incerto per l’ex stabilimento Blutec. Acquistato per 8,5 milioni di euro dal gruppo guidato da Ross Pelligra, il sito sta subendo una trasformazione che solleva molte domande tra i cittadini.
Il consorzio che ha rilevato l’area include la Nicolosi Trasporti e il CAEC (Consorzio Artigiano Edile Costruttori) di Catania, con un piano che prevede la creazione di un Polo Logistico Intermodale Green. Sebbene il progetto sia stato approvato dal Ministero e dalla Regione, le perplessità riguardano le reali ricadute occupazionali per la comunità locale.
La trasformazione dell’ex Blutec: da manifatturiero a logistica
Quello che per anni è stato presentato come un progetto di reindustrializzazione sembra invece orientarsi verso la creazione di un grande centro di stoccaggio e movimentazione merci. I capannoni dell’ex Blutec potrebbero ospitare i materiali del CAEC e i flussi della grande distribuzione, con una riduzione significativa delle opportunità di lavoro rispetto a una fabbrica manifatturiera.
La posizione strategica di Termini Imerese, grazie al porto e allo svincolo autostradale, la rende ideale per centralizzare il transito delle merci. Tuttavia, la logistica moderna è fortemente automatizzata e richiede meno manodopera rispetto alla produzione industriale. Questo solleva dubbi sul futuro occupazionale della città, soprattutto quando gli ammortizzatori sociali e gli scivoli pensionistici per gli ex operai saranno esauriti.
Le preoccupazioni dei cittadini e il silenzio delle istituzioni
Le inchieste giornalistiche, tra cui quelle di Pino Maniaci su Telejato, hanno messo in luce i complessi equilibri regionali che accompagnano la gestione dell’area. La presenza della Nicolosi Trasporti, un vettore di riferimento per la logistica di colossi come Eurospin, è un elemento chiave di questa trasformazione.
Tuttavia, l’atteggiamento delle istituzioni locali e dei rappresentanti dei lavoratori appare caratterizzato da una parvenza di rassegnazione o da un silenzio incomprensibile. Molti cittadini si chiedono se Termini Imerese possa essere ridotta a un semplice cortile di passaggio per i tir della grande distribuzione con ricadute occupazionali minime rispetto alle promesse iniziali.
Accettare passivamente questa transizione, per poi mostrare sorpresa o indignazione quando i giochi saranno ormai conclusi, sarebbe l’ennesimo errore di valutazione. Termini Imerese merita chiarezza e risposte sul suo futuro reale, e i cittadini hanno il diritto di pretendere trasparenza e impegno concreto per il rilancio economico della comunità.



