La Guardia di Finanza ha recentemente svelato un vasto sistema di frodi che ha portato al sequestro di ben 20 miliardi di euro legati ai bonus edilizi. Questo allarme è emerso durante le celebrazioni per il 252° anniversario del Corpo, tenutesi a Foggia il 24 giugno 2026, alla presenza delle più alte cariche istituzionali.
L’evento ha messo in luce non solo i successi passati, ma anche le nuove sfide che le Fiamme Gialle devono affrontare nel contrasto all’evasione fiscale e alle truffe sui carburanti un fenomeno in costante crescita.
Le frodi sui bonus edilizi: un colpo da 20 miliardi
Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti ha sottolineato come la sicurezza economica sia una questione nazionale. Le indagini hanno portato alla luce un sistema di frodi che ha coinvolto 10 miliardi di euro già sequestrati e altri 10 miliardi emersi da controlli preventivi. Questi numeri impressionanti dimostrano l’entità del fenomeno e la necessità di un’azione decisa per tutelare le finanze pubbliche.
Le celebrazioni a Foggia hanno visto la partecipazione di numerose autorità, tra cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni il vicepremier Antonio Tajani e il ministro della Cultura Alessandro Giuli. La scelta di Foggia come sede nazionale per l’anniversario ha un valore simbolico, legato alla presenza dello Stato in un territorio impegnato nel contrasto alla criminalità economica.
Il contrasto alle frodi sui carburanti: una sfida complessa
Il generale di brigata Giancarlo Franzese capo del III Reparto Operazioni del Comando generale della Guardia di Finanza, ha descritto la complessa sfida che il Corpo affronta quotidianamente. Le tensioni geopolitiche internazionali influenzano direttamente il mercato energetico, rendendo necessaria un’azione di vigilanza costante per garantire la trasparenza dei prezzi e la corretta erogazione dei prodotti.
Le unità operative della Guardia di Finanza verificano il rispetto delle regole in termini di cartellonistica, la coerenza dei prezzi praticati e il puntuale adempimento degli obblighi comunicativi verso il ministero delle Imprese e del Made in Italy. In caso di rincari anomali, vengono ricostruite le dinamiche di formazione dei costi lungo tutta la catena del valore del settore petrolifero per intercettare eventuali manovre distorsive di mercato.
Le operazioni recenti e il ruolo delle mafie
Tra i fenomeni fraudolenti più diffusi, la Guardia di Finanza ha rilevato l’illecita introduzione di oli lubrificanti artatamente miscelati, noti come designer fuels utilizzati come carburanti per autotrazione in evasione d’imposta. Inoltre, è emerso l’impiego di prodotti energetici esenti o ad aliquota agevolata in usi maggiormente tassati.
Un recente esempio è l’operazione condotta dai militari del Comando provinciale di Foggia, che hanno eseguito misure cautelari nei confronti di 5 soggetti indagati per associazione per delinquere finalizzata all’evasione dell’accisa. Nel 2026 e nei primi cinque mesi del 2026, sono state sequestrate oltre 2.836 tonnellate di prodotti energetici e denunciati 658 soggetti, di cui 10 arrestati.
Le organizzazioni criminali hanno un ruolo significativo in questo contesto. Un’operazione condotta in Sicilia dal Nucleo di polizia economico-finanziaria di Messina ha portato all’esecuzione di un’ordinanza cautelare nei confronti di 5 persone per aver gestito, per conto delle locali consorterie criminali, un impianto di distribuzione schermando la reale riconducibilità al clan di riferimento.
Le nuove frontiere dell’evasione: dal digitale al riciclaggio
Il colonnello Leonardo Brandano comandante provinciale della Guardia di Finanza di Ravenna, ha evidenziato come i rischi economico-finanziari siano amplificati dalla tecnologia. Molte attività illecite che prima richiedevano strutture complesse possono essere svolte da una scrivania attraverso piattaforme online, criptovalute e servizi digitali.
Le indagini oltre i confini provinciali sono sempre più frequenti, con collaborazioni internazionali che coinvolgono Paesi come Belgio, Svizzera, Germania, Olanda e Curaçao. Questo approccio è reso necessario dalla natura dei nuovi fenomeni criminali che utilizzano strumenti digitali e circuiti finanziari internazionali per movimentare denaro e occultare patrimoni.
Tra le priorità operative emerge il contrasto alle aziende che accumulano debiti fiscali per poi proseguire l’attività attraverso nuove società o prestanome. Questo fenomeno non danneggia solo l’Erario, ma altera la concorrenza e penalizza gli imprenditori che rispettano le regole. Le Fiamme Gialle hanno sviluppato attività investigative che hanno portato al sequestro di aziende, macchinari, mezzi e crediti commerciali per interrompere la prosecuzione delle attività economiche riconducibili agli stessi soggetti.
Sul fronte del sommerso economico, sono stati individuati 55 evasori totali e 173 lavoratori in nero o irregolari. Le attività ispettive hanno consentito di far emergere casi di illecita esternalizzazione della manodopera e forme di sfruttamento dei lavoratori, un fenomeno che si intreccia con quello del caporalato agricolo.
Il contrasto alle somministrazioni irregolari di personale è uno dei filoni investigativi destinati a rafforzarsi nei prossimi mesi. Inoltre, la Guardia di Finanza sta
Importante anche l’attività di controllo sulle risorse pubbliche, con 284 interventi a tutela della spesa nazionale ed europea. Di questi, 120 hanno riguardato progetti finanziati dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, per circa 43 milioni di euro. Le Fiamme Gialle hanno monitorato procedure e appalti per circa 600 milioni di euro, con 52 indagini delegate dall’autorità giudiziaria e danni erariali accertati per oltre 4,3 milioni di euro.
Nel settore del riciclaggio e dell’autoriciclaggio sono stati effettuati 47 interventi, con 71 denunce e sequestri superiori a 10 milioni di euro. Particolare attenzione viene riservata alle frodi informatiche, un fenomeno in forte crescita. Le indagini hanno evidenziato anche il transito sul territorio ravennate di flussi finanziari collegati a truffe online commesse in altri Paesi europei.



