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Dipendenti pubblici a processo: i dettagli delle indagini su assenteismo e frodi

Le indagini hanno portato alla luce casi di assenteismo e frode ai danni di enti pubblici a Palermo e Como. Scopri come sono stati scoperti i dipendenti assenteisti e quali metodi hanno utilizzato.

Dipendenti pubblici a processo: i dettagli delle indagini su assenteismo e frodi

Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza hanno portato alla luce casi di assenteismo e frode ai danni di enti pubblici a Palermo e Como. I dipendenti coinvolti hanno utilizzato metodi ingegnosi per eludere i controlli e abusare del loro tempo di lavoro.

Le misure cautelari sono state eseguite nei confronti di dipendenti del Comune di Palermo e della società partecipata Reset. Le indagini hanno portato alla luce oltre 550 episodi irregolari, tra cui casi di dipendenti che, pur risultando in servizio, erano impegnati in attività personali.

Le indagini a Palermo

Le indagini condotte dal nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, coordinate dalla procura, si sono sviluppate attraverso vari pedinamenti e appostamenti, attività di videosorveglianza, analisi documentali e verifiche dei tabulati delle timbrature dei badge di servizio.

Gli accertamenti hanno rilevato che i messi notificatori, dopo aver timbrato regolarmente l’inizio del turno di lavoro e l’uscita dagli uffici per servizio esterno erano soliti recarsi a casa piuttosto che presso outlet, centri commerciali, bar, negozi, centri scommesse e mercatini rionali. In più occasioni, hanno attestato di aver esperito tentativi di notifica di atti in realtà non eseguiti, con potenziale nocumento per gli ignari cittadini.

Per i dipendenti della società partecipata Reset, sono state rilevate condotte di falsa attestazione di presenza mediante timbratura dei badge personali, in entrata o in uscita, da parte di colleghi compiacenti. Tale sistema fraudolento, basato su uno scambio reciproco di favori consentiva agli indagati di giungere più tardi sul luogo di lavoro o di allontanarsi dallo stesso in anticipo.

Le indagini a Como

Le indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Como hanno portato alla luce casi di assenteismo e frode ai danni del Comune di Como. I dipendenti coinvolti hanno utilizzato metodi ingegnosi per eludere i controlli e abusare del loro tempo di lavoro.

Le indagini, avviate nell’estate del 2026 dal Nucleo di polizia economico finanziaria, sono state condotte mediante l’incrocio e l’analisi di più informazioni, quali le timbrature dei badge delle presenze, le riprese delle videocamere di sorveglianza, la geolocalizzazione degli spostamenti e le movimentazioni finanziarie risultanti dai pagamenti effettuati tramite carte elettroniche presso gli esercizi commerciali.

Le Fiamme Gialle lariane hanno accertato che i dipendenti, tramite un collaudato sistema di reciproca collaborazione, timbravano vicendevolmente i rispettivi cartellini di presenza al fine di attestare falsamente l’effettivo orario di servizio. Tale condotta ha consentito di occultare assenze e allontanamenti non autorizzati dall’ufficio generando sovente anche la maturazione di lavoro straordinario, evidentemente non spettante.

Le attività investigative hanno inoltre evidenziato come i due impiegati, insieme o separatamente, durante l’orario di lavoro, si dedicassero frequentemente ad incombenze di carattere personale, spesso utilizzando l’autovettura di servizio. Oltre a prolungate pause pranzo, svolte al di fuori dell’orario previsto, sono stati documentati numerosi spostamenti dedicati al disbrigo di affari personali e ad acquisti privati presso esercizi commerciali ubicati sia nel capoluogo che in comuni limitrofi ovvero oltre confine.

Al termine dell’attività investigativa, i due dipendenti pubblici sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Como per i reati di peculato d’uso, false attestazioni o certificazioni, truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici.

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