L’omicidio di Piersanti Mattarella ex presidente della Regione Sicilia avvenuto il 6 gennaio 1980 continua a essere avvolto nel mistero. L’ultima speranza di fare luce sul caso, l’esame del Dna su un’impronta trovata nell’auto usata dai killer, non ha prodotto risultati significativi. Il materiale biologico residuo analizzato si è rivelato non utilizzabile, lasciando ancora aperte molte domande su questo tragico evento.
L’agguato mortale e la fuga dei killer
Quel fatidico giorno, Piersanti Mattarella stava recandosi alla messa dell’Epifania con la moglie Irma Chiazzese quando fu colpito a bruciapelo da due killer. I due assassini, a bordo di una Fiat 127 rubata, si erano posizionati sotto casa della loro vittima. Uno dei due rimase in auto, mentre l’altro si avvicinò all’auto di Mattarella, aprendo il fuoco. Solo quando la pistola del complice si inceppò, il secondo killer scese dall’auto per fornirgli una seconda arma. Dopo l’agguato, i due fuggirono abbandonando l’auto a circa 3 chilometri di distanza.
L’identikit del killer e i dettagli raccapriccianti
L’unico identikit disponibile del killer che premette i grilletti è vago e basato sulle testimonianze di due scout. Secondo le loro descrizioni, si trattava di un giovane di circa 22-24 anni con una statura di 1,65 metri capelli castano chiari, bocca e naso regolari. Indossava una giacca a vento celeste, pantaloni attillati e scarpe beige. La vedova di Mattarella, Irma Chiazzese, aggiunse dettagli ancora più raccapriccianti: “L’assassino aveva occhi di ghiaccio e un’andatura ballonzolante. E mentre sparava, sorrideva.”
Le indagini e i depistaggi
Le indagini sull’omicidio Mattarella hanno subito numerosi depistaggi nel corso degli anni. Lo scorso anno, una svolta significativa è stata l’arresto di Filippo Piritore ex prefetto e funzionario della squadra mobile di Palermo. Secondo la Dia Piritore avrebbe reso dichiarazioni prive di riscontro riguardo a un guanto trovato a bordo della Fiat 127. Quel reperto, considerato fondamentale per la soluzione del caso, è misteriosamente scomparso. La Dda ritiene che Piritore abbia disperso ogni traccia del guanto, ostacolando così le indagini.
Nonostante gli sforzi delle autorità e le nuove tecnologie, l’omicidio di Piersanti Mattarella rimane un caso irrisolto. L’esame del Dna sull’impronta non ha fornito nuove piste, ma le indagini continuano nella speranza di fare finalmente luce su questo tragico evento che ha segnato la storia della Sicilia.



