Una notte di tensione e paura ha avvolto Kiev, colpita da un massiccio attacco russo. Missili balistici e droni hanno seminato distruzione in vari quartieri della capitale ucraina, mentre sul fronte diplomatico si registrano sviluppi significativi.
L’attacco, durato circa cinque ore, ha visto l’impiego di oltre 40 missili balistici Iskander-M e ipersonici Zircon, accompagnati da droni. Le esplosioni hanno interessato cinque distretti della città, causando un morto e 13 feriti. Nel quartiere centrale di Shevchenkivskyi, un edificio di tre piani è stato avvolto dalle fiamme ed è parzialmente crollato. Danni e incendi sono stati segnalati anche in condomini, uffici, un dormitorio e nei pressi di un centro commerciale.
Le rivendicazioni russe e le contromisure ucraine
Mosca ha rivendicato l’operazione, sostenendo di aver colpito complessi dell’industria militare, nodi logistici e infrastrutture utilizzate dalle forze ucraine anche nella regione di Odessa. Nelle stesse ore, le forze di Kiev hanno attaccato un deposito petrolifero nella regione russa di Stavropol e altri obiettivi nei territori occupati.
Le forze di difesa aerea ucraine hanno intercettato 5 missili balistici russi Iskander-M/S-400 su 8 lanciati, 2 missili a guida di precisione Kh-59/69 e 108 droni di tipo Shahed su almeno 135 lanciati. Un missile balistico e 25 droni da kamikaze hanno colpito 17 località, e sono stati rinvenuti detriti in altre 10.
Le ultime novità diplomatiche e militari
L’Europa è pronta a scendere in campo in difesa dell’Ucraina. La forza multinazionale destinata a essere dispiegata in Ucraina, una volta cessato il conflitto, inizierà l’addestramento nei Paesi limitrofi nei prossimi mesi. Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha annunciato questa decisione dopo il vertice della Coalizione dei Volenterosi a Parigi.
Kiev è pronta all’adesione all’Ue. Dal patto – sancito dai 9 Paesi della Coalizione, cioè Italia, Danimarca, Francia, Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna, Svezia e Regno Unito – si sfila la Bulgaria. Il premier Rumen Radev ha dichiarato che Sofia non intende aderire a un’iniziativa incentrata sul sostegno finanziario e militare a Kiev.
Le dichiarazioni di Zelensky e i nuovi accordi
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato un importante accordo con la Francia. L’Ucraina riceverà le licenze per produrre armi molto potenti – missili Scalp, bombe Aasm e missili Aster 30 in collaborazione con l’Italia. La Francia collaborerà inoltre con l’Ucraina e altri partner al programma antibalistico Freyja. L’Ucraina sarà la prima a ricevere i nuovi sistemi franco-italiani Samp/t Ng potenziati.
Zelensky ha anche annunciato che l’Ucraina acquisterà i primi 16 caccia Rafale per la nostra aviazione da combattimento, insieme al relativo pacchetto di armamenti.
Le conseguenze dell’attacco e le reazioni internazionali
Le conseguenze dell’attacco russo sono state visibili nei distretti di Darnytsk e Holosiivsk. Le esplosioni hanno causato danni significativi a edifici residenziali, infrastrutture civili e veicoli. Le forze di difesa aerea ucraine hanno lavorato senza sosta per intercettare i missili e i droni nemici.
Il cardinale Matteo Zuppi è arrivato a Kiev per una nuova missione come inviato di pace della Santa Sede. Ad accoglierlo le autorità che lo definiscono un sincero amico dell’Ucraina. Il presidente della Cei visiterà anche alcuni campi dove sono detenuti i prigionieri di guerra russi nell’ambito dell’impegno umanitario del Vaticano.
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha ribadito l’impegno dell’Italia per la ricostruzione dell’Ucraina. «L’Italia, anche per quanto riguarda l’Ucraina, è stata e sarà in prima fila», ha dichiarato Tajani alla Camera, intervenendo all’iniziativa di Forza Italia ‘L’Italia che costruisce’.
La guerra in Ucraina ha accelerato il riequilibrio dei rapporti tra Russia e Cina, trasformando quella che era una partnership tra quasi pari in una relazione sempre più sbilanciata a favore di Pechino. Il sostegno cinese resta fondamentale per lo sforzo bellico russo, ma è ormai Pechino a dettare le condizioni.
La Polonia ospiterà in autunno esercitazioni militari congiunte con truppe francesi e britanniche nell’ambito della Coalizione dei Volenterosi. Le manovre serviranno a preparare la coalizione a sostenere la sicurezza dell’Ucraina e dell’intera regione.
La Bulgaria non entrerà nella Coalizione dei Volenterosi a sostegno dell’Ucraina. Il premier Rumen Radev ha dichiarato che Sofia non intende aderire a un’iniziativa incentrata sul sostegno finanziario e militare a Kiev.



