Il 19 luglio 1992, un attentato mafioso cambiò per sempre la storia d’Italia. La strage di via D’Amelio a Palermo, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta, rappresentò il culmine di un disegno eversivo che mirava a destabilizzare le istituzioni democratiche. A distanza di 34 anni il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato quell’evento tragico, sottolineando come la Repubblica abbia dimostrato di essere più forte.
Un attacco alle fondamenta della democrazia
Mattarella ha descritto la strage di via D’Amelio come un attacco frontale alla libertà degli italiani. “Quel disegno eversivo è stato sconfitto”, ha dichiarato, riconoscendo il contributo di uomini e donne delle forze di polizia, della magistratura e delle istituzioni che hanno lavorato per catturare e condannare i responsabili. La condanna dei carnefici e mandanti ha rappresentato una vittoria per lo Stato e per la democrazia.
L’eredità di Borsellino e Falcone
Il Presidente ha dedicato un pensiero speciale a Paolo Borsellino e a Giovanni Falcone, definendoli simboli della riscossa civile del Paese. “Con la loro professionalità e il loro coraggio hanno istruito processi che prima non si riuscivano a celebrare”, ha affermato Mattarella. I due giudici hanno dato allo Stato nuovi strumenti nella lotta alle mafie e hanno seminato la cultura della legalità, insegnando ai giovani che la logica mafiosa va contrastata fin dai comportamenti quotidiani.
Un impegno che continua
“Il loro impegno è parte della coscienza democratica della Repubblica”, ha concluso Mattarella. La strage di via D’Amelio e quella di Capaci, avvenuta due mesi prima, hanno segnato profondamente la coscienza del Paese. Oggi, a distanza di decenni, il ricordo di quelle vittime continua a ispirare chi lotta per la legalità e contro la criminalità organizzata.
Le parole delle istituzioni
Non solo Mattarella ha ricordato la strage. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scritto sui social che il 19 luglio è una data che ha segnato la storia d’Italia e la sua vita. “Paolo Borsellino ci ha lasciato un’eredità fatta di coraggio, amore per la Patria e fiducia nei giovani”, ha affermato. Anche il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato il valore della libertà e il coraggio di chi ha combattuto la criminalità organizzata.
La Presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola ha ricordato come Borsellino abbia incarnato i valori su cui si fonda l’Europa: coraggio, integrità e libertà. “Conosceva i rischi della lotta alla mafia, eppure non si è mai sottratto al suo dovere”, ha dichiarato. La segretaria del Pd Elly Schlein ha sottolineato l’importanza di continuare a cercare la verità e di rafforzare gli anticorpi culturali e sociali contro le mafie.
Il Presidente del M5s Giuseppe Conte ha invitato a non cadere nella falsa retorica e a intraprendere azioni concrete per onorare il sacrificio di Borsellino e degli agenti della sua scorta. “Sono morti per tutti noi, per il nostro presente e futuro”, ha scritto sui social.



