Un’operazione dei carabinieri ha svelato un piano di estorsioni a Mondello con minacce e incendi programmati. Gli arresti hanno bloccato una campagna del pizzo che avrebbe potuto scatenare una nuova ondata di violenza.
Le intercettazioni rivelano che Salvatore Verga dal carcere di Trani, avrebbe ordinato di colpire i commercianti. Le sue parole, ‘Ora ci andiamo… ora si deve colpire’, riflettono la determinazione del gruppo a imporre il pagamento del pizzo.
Le minacce e i piani di incendio
Verga avrebbe rimpiazzato i cellulari sequestrati e continuato a dare ordini. Tra i bersagli, il titolare di un lido e vari esercizi commerciali lungo il lungomare. Le minacce includevano incendi e colpi di kalashnikov.
Un picciotto del racket avrebbe detto a una vittima: ‘Hai visto quello che sta succedendo a Sferracavallo? Chi c’è nel mezzo non vuole sapere niente, ormai dovete pagare tutti.’
Le intercettazioni rivelatrici
L’8 giugno, Verga scrisse a Rosario Piazza‘Stasera dobbiamo fare Mondello… dobbiamo dare fuoco al pontile di gommoni se non si mette a posto.’ Piazza rispose che avrebbe avuto bisogno di un gommone, e Verga replicò: ‘Si ci deve andare via mare per bruciare, non sto scherzando, tutto si deve bruciare.’
L’operazione dei carabinieri
L’operazione, coordinata dalla Procura di Palermo guidata da Maurizio De Lucia ha portato a 22 ordinanze, 15 delle quali si sono tradotte in fermi immediati. Tra gli arrestati, anche i genitori di Verga, Gaetano Verga e Maria Claudino e Matteo Salamone uno dei picciotti che riscuotevano il pizzo.
Durante i controlli, sono state sequestrate anche due granate. L’operazione ha colpito i vertici dell’organizzazione, tra cui Verga, che dal carcere avrebbe gestito anche un giro di droga.
La scia di fuoco e kalashnikov
I raid iniziarono a novembre, con bottigliette di benzina e pizzini davanti a locali e negozi. A Isola delle Femmine 11 barche furono date alle fiamme. A marzo, un deposito di Sicily by Car fu colpito da 30 colpi di kalashnikov.
Ad aprile, altri attentati colpirono un’autorimessa e un ristorante. Le bottigliette con la richiesta di pizzo furono trovate anche davanti a lidi e bar, tra cui il bar Cheri allo Zen.
La risposta delle istituzioni
Lo Sportello di Solidarietà di Palermo ha sottolineato che l’operazione non è un punto di arrivo, ma di partenza. ‘Oggi è un giorno importante per la città di Palermo e, in particolare, per chi abita e lavora nelle zone di Sferracavallo, Mondello, Zen e San Lorenzo.’
L’operazione ha aperto un varco tra i commercianti, che ora possono collaborare in sicurezza. ‘Questa importante operazione di polizia è stata resa possibile anche grazie a quelle attività economiche che, pur avendo subito pesanti intimidazioni, hanno collaborato e non si sono mai piegate.’



