La Procura di Termini Imerese ha sequestrato due appartamenti a Bagheria utilizzati come case di appuntamento. L’indagine ha portato alla luce un’organizzazione stabile di prostituzione che operava da anni. Otto persone sono attualmente indagate per favoreggiamento della prostituzione.
Un meccanismo ben oliato
Gli agenti della Sezione di polizia giudiziaria hanno documentato circa 400 accessi agli immobili sequestrati in un solo mese. Gli uomini si recavano presso gli appartamenti per usufruire di prestazioni sessuali a pagamento, concordate tramite annunci online e contatti telefonici. Le indagini hanno rivelato un’attività stabile e organizzata che operava da diversi anni.
I clienti e le loro dichiarazioni
Alcuni clienti hanno dichiarato di aver letto gli annunci su Bakecaincontri e di aver pagato 50 euro per ogni incontro. Alcuni di loro hanno sviluppato rapporti di confidenza con le ragazze, arrivando a pagare con generi di prima necessità o accompagnandole in macchina. Altri hanno affermato di aver frequentato le case di appuntamento occasionalmente, mentre alcuni hanno ricordato di aver visto le stesse ragazze lavorare lì già dieci anni fa.
Un’organizzazione stabile
Grazie all’analisi dei cellulari, gli investigatori hanno scoperto che almeno una decina di ragazze hanno lavorato negli immobili negli ultimi anni. Questo ha portato a ipotizzare una sistematica turnazione che confermerebbe l’esistenza di un’organizzazione stabile. Ora si indaga su chi ha dato in affitto le case, su chi pubblicava le inserzioni e su chi teneva i contatti con i clienti.
Le indagini sono state coordinate dal procuratore Angelo Cavallo e hanno coinvolto numerosi testimoni e dispositivi elettronici sequestrati. Gli elementi raccolti hanno permesso di ricostruire i rapporti tra gli indagati e definire i rispettivi ruoli all’interno dell’organizzazione.



