25 ottobre 2026 🌧 18°

Ghost fishing nel Mediterraneo: il recupero della rete abbandonata a Termini Imerese

Una missione scientifica ha portato al recupero di una gigantesca rete fantasma nel Mediterraneo, salvando habitat marini e specie vulnerabili.

Ghost fishing nel Mediterraneo: il recupero della rete abbandonata a Termini Imerese

Nel cuore del Mediterraneo, una scoperta preoccupante ha portato alla luce un problema spesso sottovalutato: il ghost fishing. Al largo di termini imerese i ricercatori del Cnr-Irbim hanno individuato e recuperato una rete da pesca abbandonata del peso di 4 tonnellate già responsabile della cattura di numerosi esemplari di pesci in avanzato stato di decomposizione.

Il ritrovamento è avvenuto durante la campagna di campionamento biologico Medias 2026 condotta a bordo della motonave G. Dallaporta con il supporto del personale dell’Istituto per le risorse biologiche e le biotecnologie marine del Consiglio nazionale delle ricerche di Capo Granitola.

L’intervento dei ricercatori del Cnr-Irbim

Durante le operazioni di campionamento, la rete pelagica utilizzata dai ricercatori ha intercettato accidentalmente l’enorme attrezzo abbandonato. Il personale a bordo ha dovuto separare le due reti e issarle a bordo, interrompendo la missione scientifica per rientrare in porto e procedere allo smaltimento della rete fantasma.

Questo intervento è stato cruciale per rimuovere una trappola mortale che avrebbe continuato a catturare e uccidere organismi marini. Gian Marco Luna direttore del Cnr-Irbim ha spiegato che “gli animali catturati possono morire e diventare a loro volta esca per altri animali, alimentando un ciclo di catture successive”.

Il fenomeno del ghost fishing e i suoi effetti sul Mediterraneo

Il ghost fishing o pesca fantasma, è un fenomeno causato dagli attrezzi da pesca abbandonati o dispersi in mare, che continuano a intrappolare e uccidere organismi viventi per lungo tempo. Nel Mediterraneo questo problema assume dimensioni particolarmente preoccupanti a causa dell’intensa attività di pesca e della straordinaria biodiversità marina.

Le reti abbandonate non solo catturano pesci, ma possono anche danneggiare habitat preziosi come fondali rocciosipraterie di fanerogame e coralligeno. Inoltre, minacciano specie vulnerabili come tartarughecetacei ed elasmobranchi tra cui gli squali.

Le conseguenze ambientali e la necessità di interventi

Il recupero della rete fantasma al largo di Termini Imerese ha evitato ulteriori danni alla fauna marina e agli ecosistemi del Mediterraneo. Questo intervento sottolinea l’importanza di campagne di monitoraggio e recupero per contrastare il fenomeno del ghost fishing.

La salvaguardia del mare e la tutela della biodiversità devono essere priorità a livello politico e istituzionale. Solo attraverso un impegno concreto e coordinato sarà possibile proteggere gli ecosistemi marini e garantire un futuro sostenibile per il Mediterraneo.

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