Il 3 settembre 2026, Palermo ha commemorato il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso dalla mafia insieme alla moglie Emanuela Setti Carraro e all’agente di scorta Domenico Russo. La cerimonia, tenutasi in via Isidoro Carini, ha visto la partecipazione di numerose autorità, tra cui il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Un omaggio alla tenacia e al servizio dello Stato
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha sottolineato l’importanza del sacrificio del generale Dalla Chiesa, definendolo un modello di tenacia e spirito di servizio nella lotta alla mafia. “La sua fedeltà ai valori dello Stato costituisce un esempio che deve ispirare chi opera nelle istituzioni”, ha dichiarato Schifani. La Regione Siciliana ha partecipato alla cerimonia con una corona di alloro e il gonfalone.
Il contesto storico e l’eredità di Dalla Chiesa
Il generale Dalla Chiesa, noto come il “prefetto dei cento giorni”, era stato inviato a Palermo per combattere la mafia dopo i suoi successi nella lotta al terrorismo. Durante i suoi cento giorni a Palermo, Dalla Chiesa non ebbe i poteri speciali richiesti, ma il suo impegno contribuì a indebolire Cosa nostra. “È anche grazie al suo impegno se oggi la mafia è più debole”, ha affermato Schifani.
Le parole del cardinale Pappalardo
Durante i funerali di Dalla Chiesa, il cardinale Salvatore Pappalardo aveva pronunciato parole di accusa dall’altare, citando Tito Livio: “Mentre a Roma si pensa sul da fare, la città di Sagunto viene espugnata e questa volta non è Sagunto, ma Palermo! Povera Palermo nostra”. Queste parole riflettono l’isolamento istituzionale in cui Dalla Chiesa operava.
Le commemorazioni a Milano
Anche Milano ha ricordato il generale Dalla Chiesa con una cerimonia al monumento al Carabiniere. Alla cerimonia hanno partecipato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il sindaco Giuseppe Sala e i figli di Dalla Chiesa, Nando e Rita. “Ci sono delle cose che non finiscono mai di fare male”, ha osservato Rita Dalla Chiesa, sottolineando l’importanza del ricordo e dell’impegno dei giovani.
Il metodo innovativo di Dalla Chiesa
Il generale Galletta ha ricordato come il metodo di lavoro di Dalla Chiesa avesse rivoluzionato il modo di fare indagini, sia nella lotta al terrorismo che nella criminalità organizzata. “Dalla Chiesa è stato l’autore di un metodo operativo innovativo che ha permesso di sconfiggere il terrorismo”, ha dichiarato Galletta.
La lotta alla mafia continua
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato che la lotta alla mafia non può conoscere pause. “Dobbiamo continuare a prevenire, investigare, colpire i patrimoni criminali e rafforzare la presenza dello Stato”, ha affermato Piantedosi. Ha anche lanciato un richiamo alla responsabilità di ognuno, sottolineando che per sconfiggere la mafia occorre un impegno corale.
Il ricordo del generale Dalla Chiesa e delle altre vittime della strage di via Isidoro Carini rimane un monito per tutti coloro che operano nelle istituzioni e nella società civile, un invito a mantenere alta la guardia contro la criminalità organizzata.



