Il Duomo di Messina è stato il palcoscenico di una cerimonia di addio che ha coinvolto l’intera comunità. Il 16 settembre 2026, quattro bare di legno chiaro, una accanto all’altra, sono state poste sull’altare per celebrare gli ultimi saluti a Carmelo Leone alle sorelle Rosa e Sara Leone e a Santino Magazzù marito di Rosa. Il crollo della palazzina di via La Pira, avvenuto il 30 luglio scorso nella zona di Pistunina, aveva già segnato la città con sei vittime accertate e la scomparsa di un giovane cingalese, Lahiru Warnakulasuriya.
Presenze istituzionali e testimonianze
Tra i presenti a questo momento di raccoglimento vi erano la prefetta Cosima Di Stani e il sindaco Federico Basile autore dell’ordinanza che ha proclamato il lutto cittadino per l’intera giornata. Anche il questore Salvatore La Rosa e il comandante provinciale dei carabinieri Lucio Arcidiacono hanno partecipato, così come il presidente del Consiglio comunale Massimo Minutoli e gli assessori Nino CarreriLiana Cannata e Alessandra Calafiore. Rappresentanti del 118 e dei vigili del fuoco che avevano operato tra le macerie per giorni, hanno reso omaggio ai soccorritori impegnati nel difficile recupero di corpi e ricordi.
Il ruolo del Gonfalone e il minuto di silenzio
Il Gonfalone della Città di Messina è stato portato a mezz’asta, così come le bandiere esposte a Palazzo Zanca e in tutti gli edifici comunali. Alle 10:30, l’ora di inizio delle esequie, l’intera cittadina è stata invitata a osservare un minuto di silenzio, un gesto simbolico per condividere il dolore collettivo. Il sindaco Basile, nel suo intervento, ha ricordato le ore di angoscia vissute dalla popolazione dalla data del crollo fino a questo giorno, sottolineando l’importanza di tenere viva la memoria di chi non c’è più.
Il ricordo delle vittime e il caso ancora aperto di Lahiru
Oltre alle quattro persone sepolte, la cerimonia ha ricordato anche Alessandra Frazzica la giovane vittima la cui sepoltura aveva avuto luogo il 7 agosto, oltre a Lahiru Warnakulasuriya ancora disperso. Il sindaco di Monforte San GiorgioAntonio Pinizzotto ha parlato del legame profondo tra la famiglia Leone e il suo paese, affermando che “la famiglia Leone è parte dell’identità di Monforte, dove Carmelo aveva trascorso la sua giovinezza”.
Le parole del frate Francesco Paolo Chillari
Il nuovo vicario dell’arcivescovo, frate Francesco Paolo Chillari ha officiato la messa con un discorso che ha evitato risposte facili, puntando invece sulla presenza empatica della fede. “Ci sono dolori davanti ai quali il linguaggio della fede deve farsi più umile. Non dobbiamo cercare risposte immediate, ma accompagnare il dolore con le lacrime, la rabbia e l’amore che non sa più dove posarsi. Dio conosce le lacrime che affioreranno davanti a una foto, un luogo, una ricorrenza. Non abbiate paura del vostro dolore: noi saremo accanto a voi non per riempire di parole i vostri spazi, ma per attraversare il vostro dolore” ha dichiarato Chillari, sottolineando l’importanza di condividere il dolore senza cercare di colmarlo con parole vuote.
Contesto, indagini e prospettive future
Il crollo del 30 luglio ha trasformato via La Pira in una distesa di macerie, mentre le operazioni di soccorso continuavano a scavare alla ricerca di eventuali sopravvissuti. Finora, la Procura ha confermato sei vittime e sta proseguendo le indagini tecniche per accertare le cause dell’esplosione edilizia e individuare eventuali responsabilità. La cittadinanza attende con speranza notizie riguardo al corpo di Lahiru, il cui destino rimane incerto.
Oggi, davanti alle quattro bare allineate, la città di Messina ha mostrato un volto di solidarietà e rispetto verso le famiglie colpite. Le parole di consolazione, il momento di silenzio e le bandiere a mezz’asta sono segni tangibili di una comunità che, nonostante il dolore, sceglie di restare unita.



