Il prefetto di Palermo Massimo Mariani ha officiato nella cerimonia di consegna della medaglia d’onore al Comune di Caccamo. Il riconoscimento, simbolo di riconoscenza per il sacrificio, è stato ricevuto dalle mani del nipote, l’ex sindaco di Termini Imerese Enzo Giunta in una giornata che ha unito memoria e orgoglio civico.
La storia di Giorgio Ponte si intreccia con i momenti più drammatici della Seconda guerra mondiale. Dopo gli studi presso la Scuola allievi ufficiali il giovane capitano giunge sul fronte il 14 febbraio 1941, pronto a difendere la Patria. Da quel giorno inizia un percorso segnato da coraggio, fuga e riconoscimenti.
Il percorso militare di Giorgio Ponte
Il 19 febbraio parte per l’Albania, sbarcando a Durazzo il 21 dello stesso mese e, pochi giorni dopo, il 20 marzo 1941, viene assegnato al battaglione d’assalto dove ottiene la promozione al rango di capitano. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, viene catturato a Valona dal Wehrmacht il 10 settembre e confinato in un campo di concentramento. Una breve libertà arriva il 22 di quello stesso mese, ma la cattura si ripete in Albania, e il 13 giugno 1944 è nuovamente internato a Valona.
La determinazione di Ponte non si spegne: il 2 luglio riesce a fuggire per la seconda volta e, dopo mesi di marcia, sbarca a Bari il 28 luglio 1945. Per le sue gesta, viene elevato a maggiore e poi a tenente colonnello ricevendo la Croce al merito di guerra onorificenza che sancisce il valore del suo servizio.
Il riconoscimento e la memoria a Caccamo
Il gesto del Comune di Caccamo di intitolare uno spazio pubblico a Giorgio Ponte e di conferire il suo nome all’Associazione Turistica Pro Loco rappresenta una testimonianza tangibile della memoria collettiva. Il nome del luogo, presente nelle mappe della città, ricorda ogni giorno ai cittadini l’importanza del sacrificio e dell’onore.
La cerimonia di consegna della medaglia
Durante la cerimonia, il prefetto Mariani ha sottolineato il valore storico del gesto, evidenziando come la medaglia d’onore non sia solo un riconoscimento personale, ma anche un simbolo di resilienza per tutta la comunità di Caccamo. Il discorso di Enzo Giunta, ricco di emozioni, ha ricordato la determinazione di suo nonno, invitando gli abitanti a mantenere viva la sua eredità.
Con il passare del tempo, la figura di Giorgio Ponte si consolida come esempio di patriottismo e di tenacia. La decisione dell’amministrazione locale di onorarlo con un luogo pubblico e con la denominazione della Pro Loco garantisce che le nuove generazioni possano conoscere e apprezzare il suo contributo alla storia italiana.



