Le forze dell’Arma dei Carabinieri hanno intensificato le operazioni volte a proteggere le fasce più vulnerabili della popolazione, concentrandosi in particolare sulle truffe che coinvolgono gli anziani. Nelle ultime settimane, la Compagnia di Cefalù coordinando la Stazione di Castelbuono ha messo a segno due arresti che hanno smantellato il noto schema del “finto Carabiniere”.
Il metodo si basa su una telefonata ingannevole in cui il truffatore, spacciandosi per un militare, avverte la vittima di un presunto pericolo giudiziario che riguarda un parente detenuto. La pressione psicologica termina con la richiesta di una somma di denaro in contanti, spesso di cifre rilevanti, per “evitare” l’intervento della giustizia. In entrambe le indagini la prontezza delle vittime è stata decisiva: la denuncia immediata al Numero Unico di Emergenza ha permesso un rapido dispiegamento delle pattuglie, che hanno potuto rintracciare i responsabili entro poche ore.
Primo caso: truffa da 9.000 euro sventata a Castelbuono
La prima segnalazione è arrivata da un’anziana residente a Castelbuono, che aveva già accettato di consegnare 9.000 euro in contanti per aiutare un presunto parente trattenuto in caserma. Quando l’uomo, descritto dalle vittime come un “sedicente Carabiniere” si è recato a casa sua per effettuare il pagamento, la donna ha percepito l’anomalia e, con chiarezza, ha minacciato di chiamare i veri Carabinieri. Il suo gesto ha innescato la fuga dell’uomo, ma le pattuglie, avvalendosi della descrizione fornita e delle riprese delle telecamere di videosorveglianza del quartiere, sono riuscite a fermare un 40enne di origini catanesi nei pressi dell’abitazione.
Secondo caso: nuovo tentativo di inganno da parte di un truffatore di 48 anni
Alcuni giorni dopo, un’altra anziana ha segnalato alla centrale operativa una telefonata simile. Il rapido attivamento del dispositivo di controllo che ha coinvolto anche le pattuglie in abiti civili, ha permesso di intercettare nelle immediate vicinanze dell’abitazione un uomo di 48 anni, anch’egli originario di Catania. L’uomo si trovava a bordo di un’autovettura assieme alla sua convivente di 42 anni, la stessa persona con cui era stato arrestato lo scorso maggio a Castelbuono per un caso analogo. Durante il controllo, sono stati accertati ulteriori illeciti, tra cui la fornitura di false generalità la guida senza patente – in recidiva nel biennio – e il porto abusivo di un taglierino, considerato un oggetto potenzialmente offensivo.
Provvedimenti giudiziari e misure di prevenzione
Su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese diretta dal dott. Angelo Vittorio Cavallo, il giudice per le indagini preliminari ha convalidato gli arresti. Al 40enne sono state disposte le misure dell’obbligo di dimora nel comune di residenza e l’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria, mentre al 48enne è stato imposto l’arresto domiciliario. Entrambi i soggetti rimangono sottoposti a sorveglianza speciale, una misura preventiva pensata a evitare il ripetersi di simili reati contro gli anziani, categoria particolarmente vulnerabile alle truffe del finto Carabiniere.
Questi due interventi dimostrano come la collaborazione tra cittadini e forze dell’ordine sia fondamentale per ostacolare le truffe che prendono di mira gli anziani. La prontezza nell’attivare il Numero Unico di Emergenza e la capacità dei Carabinieri di analizzare rapidamente le testimonianze e le immagini di videosorveglianza costituiscono elementi chiave per prevenire ulteriori raggiri e tutelare la sicurezza della comunità.



