Il Duomo di Monreale capolavoro normanno e Patrimonio UNESCO, diventa dal 2 al 9 ottobre la sede della 68ª Settimana Internazionale di Musica Sacra. Organizzata dalla Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana (FOSS) con il supporto dell’Assessorato regionale al Turismo, Sport e Spettacolo la rassegna propone sette serate a ingresso libero, tutte iniziate alle 21.00, per offrire al pubblico un’immersione sonora tra le antiche pareti del monumento.
Questa edizione, intitolata «La Vita di Cristo», rappresenta il secondo capitolo di un progetto triennale ideato da Giuseppe Cuccia. Dopo la prima tappa «Genesi» del 2025, la nuova proposta segue la narrazione biblica dalla Natività fino alla Pentecoste, per giungere infine, nel 2027, al tema dell’Apocalisse. Il percorso musicale dialoga direttamente con i mosaici del Duomo, che custodiscono le Scritture sacre, creando una continuità tra arte visiva e sonora.
Programma giornaliero: sette concerti gratuiti
Il calendario prevede una serata per ogni giorno chiave, con un repertorio che spazia dal romanticismo francese al barocco italiano, fino alle laudi medievali e ai grandi maestri del Novecento. Ogni concerto è curato da importanti istituzioni: la Fondazione Teatro Massimo di Palermo il Conservatorio Alessandro Scarlatti e il Teatro Massimo Bellini di Catania partecipano attivamente all’organizzazione.
2 ottobre – L’Enfance du Christ di Hector Berlioz
La serata inaugurale propone la trilogia sacra di Berlioz, L’Enfance du Christ op. 25, eseguita dall’Orchestra Sinfonica Siciliana e dal Coro del Teatro Massimo di Palermo, diretto da Gianluca Marcianò e preparato da Salvatore Punturo. Il cast vocale include James Gilchrist (Narratore), Stéphanie d’Oustrac (Maria), Jean-Sébastien Bou (Giuseppe) e Thomas Dolié (Erode). L’opera, nella sua forma definitiva del 1854, narra in tre parti la fuga della Sacra Famiglia, offrendo un’atmosfera di raccoglimento e trasparenza sonora.
3 ottobre – Oratorio di Alessandro Scarlatti
Il giorno successivo si sposta al barocco con Colpa, Pentimento e Grazia oratorio per la Passione su libretto del cardinale Pietro Ottoboni, riscritto da Giuseppe Collisani. L’Ensemble di Musica Antica del Conservatorio di Palermo e l’Orchestra Nazionale Barocca dei Conservatori, diretti da Ignazio Maria Schifani al cembalo, danno vita a tre personificazioni allegoriche: la Colpa, il Pentimento e la Grazia, interpretate da Roberta Mameli, Filippo Mineccia e Carlotta Colombo.
4 ottobre – Gesù sotto il peso della Croce di Gian Francesco de Majo
Fabio Biondi dirige Europa Galante nella rappresentazione di Gesù sotto il peso della croce opera del 1764. Le voci di Lucia Cortese (Maria), Lucia Cirillo (Maddalena) e Jorge Navarro Colorado (Giovanni) ricostruiscono la Passione con intensità drammatica, mentre l’orchestra evidenzia la ricchezza melódica tipica del compositore napoletano, ammirato anche da Mozart.
Il 5 ottobre la rassegna si collega alla storia locale con «Sulle Sue Spalle» una lettura-concerto celebrativa dei 700 anni del Crocifisso della Collegiata. Le meditazioni di Papa Francesco, recitate da Gigi Borruso, si alternano a brani della Via Crucis di Franz Liszt, agli Stabat Mater di Pergolesi e Boccherini, e a inni tradizionali monrealesi. La direzione musicale è affidata a Fabio Ciulla, con la partecipazione del soprano Federica Sardella, del mezzosoprano Adriana Di Paola e del Coro di voci bianche della FOSS.
Il 6 ottobre l’Ensemble Micrologus presenta le Laudi medievali del Laudario 91 di Cortona, testimoniate a Assisi, Firenze e Foligno. Le antiche melodie, nate nel XIII secolo tra gli ordini mendicanti, vengono cantate in volgare, favorendo la partecipazione comunitaria e ricordando il ruolo storico delle laudi nell’avvento della predicazione popolare.
8 ottobre – Natale del Redentore di Lorenzo Perosi
L’Orchestra e il Coro del Teatro Massimo Bellini di Catania, diretti da Fabrizio Maria Carminati, propongono il duetto sacro Natale del Redentore in due parti. Il libretto latino, scritto nel 1899, celebra l’Annunciazione e la Natività con una fusione di tradizione gregoriana e polifonia moderna, interpretata da Elisabetta Zizzo (Maria), Michele Patti (Storico) e il mezzosoprano Albane Carrère.
9 ottobre – Christus di Respighi e Das Liebesmahl der Apostel di Wagner
L’ultima serata chiude la settimana con l’Orchestra Sinfonica Siciliana e il RTS Choir della Radio Televisione Serba, diretti da Alexander Joel. Si esegue Christus di Respighi, cantata biblica del 1898, seguita da Das Liebesmahl der Apostel di Wagner, che descrive la Pentecoste con un corale maschile a più gruppi e un’orchestrazione drammatica. Entrambe le opere evidenziano la capacità della musica sacra di unire tradizione e innovazione.
Sostenitori, direttori e prospettive future
Il monsignore Gualtiero Isacchi ha sottolineato che l’evento si inserisce nel 400° anniversario della festa del Santissimo Crocifisso, definendo i concerti «un’estensione sonora della storia sacra, che emerge dalle pareti luminose dell’edificio sacro». L’arcivescovo ha inoltre richiamato il valore della polifonia come metafora di armonia possibile in tempi di tensione globale, citando Sant’Agostino: «cantare è proprio di chi ama».
L’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo, Elvira Amata, ha dichiarato che la Sicilia unisce storia, arte e tradizione spirituale in questa rassegna, mentre il sindaco di Monreale, Alberto Arcidiacono, ha invitato cittadini e visitatori a partecipare a questo messaggio di pace e speranza. Il commissario di FOSS, Gabriele Crociata, ha evidenziato la scelta di mantenere tutti i concerti a ingresso libero per rendere la musica sacra accessibile al più ampio pubblico possibile.
Dal suo inizio negli anni Cinquanta, la Settimana Internazionale di Musica Sacra è cresciuta fino a diventare una delle rassegne più autorevoli a livello nazionale, ospitando maestri del calibro di Karl Richter, Riccardo Muti e Zubin Mehta. L’edizione del 2026, con la partecipazione di orchestre e cori provenienti da tutta Italia e dall’estero, conferma l’importanza di Monreale come crocevia culturale dove la musica sacra continua a raccontare, con voce nuova, le antiche storie religiose.



