Il palazzo comunale di Bagheria è in subbuglio: Filippo Tripoli rieletto a sindaco nel 2024 con il 71 % dei voti, ha annunciato la sua intenzione di abbandonare il mandato, ancora valido fino al 2029, per concorrere alle elezioni regionali. La decisione, comunicata durante una conferenza stampa a Palermo, ha lasciato perplessi gli elettori che lo avevano scelto per continuare il percorso avviato dal 2019. Il tradimento percepito è il tema che rapidamente ha preso il sopravvento nella conversazione pubblica, soprattutto tra i membri del Movimento 5 Stelle di Bagheria.
Le parole di Domenico Gambino: un’accusa di tradimento
Domenico Gambino esponente del 5 stelle nel comune, ha definito il gesto di Tripoli un vero tradimento del mandato conferito da migliaia di bagheresi. Secondo Gambino, l’ex sindaco ha costruito la sua immagine politica sul “love for Bagheria”, elemento che sembrerebbe incoerente con la scelta di lasciare la città per inseguire un’altra poltrona. Il consigliere ha sottolineato che la candidatura regionale appare come l’ultimo tassello di un progetto personale iniziato con la prima elezione nel 2019, passando per la rielezione del 2024 e ora culminante nella corsa all’Assemblea regionale siciliana. Se la motivazione è politica, secondo lui i cittadini si sentono usati come trampolino di lancio verso ambizioni più ampie.
Cateno De Luca accoglie Tripoli nella lista Liberi e Forti
Nel frattempo, Cateno De Luca leader del movimento Sud chiama Nord e sindaco di Taormina, ha confermato l’ingresso di Tripoli nella sua lista Liberi e Forti. Durante una conferenza stampa, De Luca ha definito l’arrivo del primo cittadino di Bagheria un tassello fondamentale per dare spessore territoriale alla sua iniziativa, che punta a superare la tradizionale dicotomia centro-destra/centro-sinistra. La lista, concepita come contenitore di amministratori locali, raccoglie esperti di gestione comunale che – secondo De Luca – possiedono la capacità di tradurre le esigenze quotidiane dei cittadini in proposte concrete a livello regionale.
Strategia di “Sud chiama Nord” e il ruolo di Bagheria
Bagheria, secondo il leader di Taormina, è il più grande comune della provincia di Palermo dopo il capoluogo e quindi un punto di riferimento strategico. L’esperienza di Tripoli, forgiata nella collaborazione con figure di estrazione diversa all’interno di una coalizione civica, rispecchia il modello di governance che De Luca vuole riportare in Parlamento regionale. Il sindaco ha affermato che la sua adesione nasce dalla volontà di proiettare su scala più ampia il modello di amministrazione che ha portato risultati a livello locale, facendo leva su una gestione pragmatica e vicina ai cittadini. Inoltre, l’alleanza è parte di un più ampio processo di aggregazione di primi cittadini provenienti da diverse province, tra cui Salvatore Fanara a Favara.
Conseguenze per le elezioni regionali siciliane
L’entrata di Tripoli nella lista di De Luca potrebbe modificare gli equilibri elettorali in Sicilia, dove i tradizionali blocchi stanno perdendo terreno a favore di formazioni più fluide e orientate all’autonomia regionale. Gli osservatori politici sospettano che la mossa possa attrarre elettori del centro-destra e del centro-sinistra, in particolare quelli insoddisfatti dalla scarsa presenza di candidati con esperienza amministrativa diretta. Parallelamente, le critiche di Gambino potrebbero indebolire la base elettorale del 5 stelle a Bagheria, creando un vuoto che De Luca potrebbe sfruttare. Resta da vedere se la candidatura di Tripoli riuscirà a consolidare una nuova forza civica capace di competere con i partiti tradizionali nelle prossime Regionali.



