Nel cuore delle Madonie, nella contrada Rolica tra Gangi e Nicosia, si è consumato un drammatico delitto. Alessandro Barreca, imprenditore agricolo di 53 anni, è stato ritrovato morto intorno alle tre del mattino del 2 novembre, nella sua jeep con i fari ancora accesi.
Il finale fatale di una giornata di lavoro
Secondo le ricostruzioni, l’uomo era uscito di casa alle 14:00 del 1° novembre, senza più dare notizie a moglie, figlio diciottenne e parenti. La famiglia, residente a Palermo, ha iniziato i tentativi di contatto intorno alle 16:00, senza ricevere risposta. Dopo ore di attesa, la moglie ha lanciato l’allarme, e i carabinieri sono intervenuti nella notte, trovando il corpo di Barreca e la sua jeep ferma a pochi metri dalla residenza.
Le prove sul luogo del delitto
Sul cadavere sono stati constatati due colpi di fucile al torace, confermati dal medico legale. Le indagini sulla scena hanno permesso di acquisire le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza delle aziende agriculturali circostanti, tra cui lo stabilimento di proprietà della vittima. La jeep era ancora con il motore acceso, un elemento che ha spinto gli inquirenti a ipotizzare un agguato premeditato.
Le tre ipotesi della Procura di Termini Imerese
Il procuratore Angelo Cavallo, che coordina le verifiche, ha presentato tre possibili scenari: un agguato pianificato, un appuntamento travestito da incontro di lavoro, oppure la possibilità che Barreca avesse assistito a qualcosa di cui non avrebbe dovuto sapere. Le autorità stanno anche esaminando eventuali contese per confini e dispute legate alle numerose proprietà immobiliari del defunto.
Testimoni e familiari interrogati
Nel corso della notte sono stati ascoltati la moglie, sorella del vescovo di Ragusa Giuseppe La Placa, il figlio diciottenne e diversi amici. Tutti confermano l’assenza di segnali di pericolo prima della scomparsa. Il telefono di Barreca, collegato al caricabatterie dell’auto, è stato posto a disposizione degli inquirenti per ricostruire gli ultimi contatti.
Reazioni della comunità e del potere locale
Il sindaco di Gangi, Giuseppe Ferrarello, ha definito l’accaduto “un eccessivo dolore e sgomento per l’efferato omicidio”. La notizia ha scosso una cittadina che, secondo il sindaco, non registrava omicidi da più di cinquant’anni. La popolazione locale ha espresso solidarietà alla famiglia, sottolineando il profilo rispettato di Barreca, sia come imprenditore agricolo sia come fotografo amatoriale.
Le indagini sono proseguite sotto la direzione dei Carabinieri del gruppo di Monreale e della tenenza di Petralia Soprana, che continuano a esaminare le registrazioni video, le comunicazioni telefoniche e i possibili moventi economici o personali. La Procura di Termini Imerese ha promesso di tenere informata la cittadinanza sullo svolgimento delle operazioni investigative.



