Dopo oltre due decenni dalla sua costituzione, l’associazione Strada del vino e dei sapori madoniti è ufficialmente tornata a muovere i suoi passi sul territorio. Il 27 maggio, nel Castello dei Ventimiglia, il consiglio direttivo ha votato all’unanimità la nuova guida: Salvatore Cicco è il presidente mentre Salvatore Burrafato è stato nominato vicepresidente. L’assemblea dei soci, già riunita il 27 aprile, aveva rinnovato il consiglio includendo rappresentanti di realtà locali significative.
Rinnovamento del consiglio e ruoli chiave
Il nuovo organo direttivo è composto non solo dal presidente e dal vicepresidente, ma comprende anche figure istituzionali e produttive: Mario Cicero per il GAL ISC Madonie, Pietro Piazza per Castellucci Miano, Giulio D’Amore per Conte Tasca D’Almerita, Vincenzo Fina per Abbazia Sant’Anastasia e Daniela Di Garbo per l’Azienda agrituristica Bergi. Questo mix di competenze vuole garantire una governance in grado di connettere produzione, accoglienza e promozione culturale.
Il significato della scelta
La designazione di rappresentanti provenienti da aziende vinicole, strutture ricettive e soggetti pubblici sottolinea l’idea che la valorizzazione del territorio passi per una rete integrata. Il rinnovamento mira a creare sinergie tra imprese e istituzioni, rendendo la Strada del vino non solo un marchio ma un percorso esperienziale condiviso.
Il progetto: dalla Targa Florio al circuito del gusto
Al centro della ripartenza c’è un progetto che collega la storia motoristica locale alla gastronomia: la leggendaria Targa Florio viene reinterpretata come leva di promozione culturale e turistica. L’intento è trasformare un simbolo di velocità e passione in un elemento identitario capace di attrarre visitatori attraverso le eccellenze enogastronomiche delle Madonie.
Eventi diffusi e calendario esperienziale
Il piano prevede un calendario di iniziative distribuite durante l’anno: degustazioni, show cooking, laboratori e itinerari esperienziali. L’idea è creare un vero e proprio circuito del gusto in cui ogni borgo rappresenta una tappa del viaggio tra natura, storia e sapori. Queste attività saranno pensate per favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici e per consolidare l’immagine delle Madonie come destinazione enogastronomica.
Sostegno del Gal Isc Madonie e obiettivi strategici
La ripresa delle attività è stata possibile grazie all’appoggio del GAL ISC Madonie, che ha inserito la Strada nel più ampio progetto denominato “Le vie del Gusto”. Il GAL, con il nuovo consiglio di amministrazione insediato il 14 novembre 2026, ha tra le priorità il rilancio dei processi di sviluppo territoriale avviati in passato ma interrotti. Tra le azioni previste c’è anche il rilancio della Rete dei Musei.
Sostenibilità, digitalizzazione e attrattività
Nel manifesto degli obiettivi emergono parole chiave come sostenibilità, digitalizzazione e promozione delle eccellenze locali: la strategia punta a migliorare l’attrattività delle Madonie integrando strumenti digitali per la comunicazione e la fruizione turistica e promuovendo pratiche sostenibili nell’agroalimentare e nell’accoglienza.
Un ponte tra memoria e sviluppo
La scelta di richiamare la Targa Florio non è casuale: si tratta di un’opportunità per intrecciare memoria, identità e promozione economica. La Strada intende usare il nome e la carica evocativa della Targa per costruire un racconto contemporaneo che valorizzi il territorio senza limitarsi a una mera rievocazione sportiva. Secondo il neo presidente Salvatore Cicco, la sfida è trasformare la leggenda in uno strumento concreto di sviluppo locale.
Prossime tappe operative
Nei prossimi mesi il consiglio lavorerà alla definizione del calendario eventi, all’adesione delle imprese vitivinicole, delle strutture di ristorazione e ricettive, e al coinvolgimento di enti culturali e turistici. L’obiettivo è creare un network stabile che possa sostenere iniziative promozionali e progetti di lungo termine per la valorizzazione della filiera enogastronomica locale.
La rinascita della Strada del vino e dei sapori madoniti segna dunque l’inizio di una nuova fase: un lavoro di rete che vuole restituire alle Madonie un ruolo centrale nel panorama del turismo enogastronomico siciliano, facendo della qualità e dell’identità locali i pilastri della propria azione.



