9 Settembre 2026

Dda di Caltanissetta chiede il sequestro di Impianti Srr nell’inchiesta su Timpazzo

La procura della Repubblica presso la Dda di Caltanissetta ha chiesto il sequestro preventivo della società che gestisce la discarica di Timpazzo e la nomina di un amministratore giudiziario; tra gli indagati figura l'ingegner Giovanna Picone, e sono attesi interrogatori davanti al gip.

Dda di Caltanissetta chiede il sequestro di Impianti Srr nell’inchiesta su Timpazzo

La Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta ha avanzato una richiesta formale di sequestro preventivo e la nomina di un amministratore giudiziario per la società Impianti Srr, che gestisce la discarica comprensoriale di Timpazzo e il servizio rifiuti in diversi comuni del Sud della provincia di Caltanissetta e a Piazza Armerina (Enna). La mossa dei pm, riportata il 30 maggio 2026, scaturisce da un’inchiesta che ipotizza illeciti nel ciclo dei rifiuti e mira a tutelare la gestione dell’impianto durante le indagini.

Le contestazioni principali e gli accertamenti

Secondo gli atti della procura, l’indagine verte sul funzionamento della piattaforma integrata di smaltimento e su possibili condotte penalmente rilevanti nella gestione dei conferimenti. Gli inquirenti ipotizzano, tra l’altro, reati collegati al traffico illecito di rifiuti e la mancata tracciabilità dei materiali conferiti. Le verifiche sono state svolte dai carabinieri del Reparto territoriale di Gela e dal Noe, con intercettazioni, riscontri tecnici e l’analisi di numerose registrazioni video e documentali.

Elementi probatori raccolti

Nel fascicolo sono finite centinaia di pagine di informativa, immagini e registrazioni che, secondo gli investigatori, mostrerebbero prassi irregolari all’interno della discarica. Le telecamere avrebbero documentato casi ripetuti in cui rifiuti venivano interrati in fosse create nella collina della struttura, mancando le operazioni di pesatura e gli altri passaggi previsti dalla normativa. Tali episodi sarebbero avvenuti soprattutto nei giorni con minor presenza di personale, circostanza che gli inquirenti considerano significativa per ricostruire la dinamica dei presunti illeciti.

Persone coinvolte e fase degli interrogatori

Tra gli indagati figura il vertice della società in house Impianti Srr, l’ingegner Giovanna Picone, per la quale la Dda ha chiesto una misura cautelare. Complessivamente le persone indagate sarebbero almeno sei, tra dirigenti, responsabili di area e tecnici che avrebbero avuto ruoli operativi nella gestione della discarica. Il gip del tribunale di Caltanissetta è chiamato a valutare le richieste della procura; prima di decidere, ha disposto gli interrogatori preventivi degli indagati, che verranno svolti nei prossimi giorni.

Ruoli e responsabilità contestate

Le contestazioni non si limitano agli operatori di cantiere ma, secondo l’informativa, coinvolgerebbero indicazioni e direttive che avrebbero avuto origine ai livelli apicali della società. Vengono citati nominativi quali tecnici, capi cantiere e responsabili di area, e gli inquirenti ipotizzano che alcune pratiche irregolari siano state messe in atto per far sì che parti dei conferimenti sfuggissero ai controlli ufficiali, realizzando un vantaggio economico per chi gestiva i flussi dei rifiuti.

Il ruolo strategico della discarica e le criticità pregresse

La discarica di Timpazzo rappresenta uno dei principali poli nel sistema rifiuti della Sicilia centrale, servendo comuni come Gela, Butera, Mazzarino, Niscemi, Riesi, Delia e Sommatino. In passato l’impianto ha affrontato criticità legate alla gestione dei conferimenti, con segnalazioni relative all’arrivo di rifiuti da fuori ambito che avrebbero messo sotto pressione la capacità delle vasche di abbancamento. Tali elementi hanno attirato l’attenzione della Regione e degli organi di controllo.

Progetto di ampliamento

Per far fronte alle esigenze di smaltimento, nel piano regionale dei rifiuti figura un progetto di ampliamento della discarica con la realizzazione di una nuova vasca, il cui valore stimato è di circa 12 milioni di euro. L’iter autorizzativo è ancora in corso, ma lo sviluppo dell’impianto resta un tema centrale per la programmazione territoriale e la gestione sostenibile dei rifiuti nella zona.

Implicazioni e prossimi passi processuali

La richiesta di sequestro e la possibile nomina di un amministratore giudiziario mirano a preservare la regolarità della gestione aziendale durante le indagini e a evitare alterazioni nella documentazione o nelle attività operative. L’esito degli interrogatori davanti al gip sarà determinante per le decisioni successive della magistratura, che potrà accogliere o rigettare le misure cautelari proposte dalla Dda.

Nel frattempo, il fascicolo prosegue nelle verifiche e nella raccolta di elementi probatori: l’attenzione rimane alta sia sul piano giudiziario sia su quello amministrativo, vista l’importanza dell’impianto per l’intero comprensorio. Gli sviluppi saranno definiti dalle valutazioni del giudice per le indagini preliminari e dalle eventuali ulteriori richieste probatorie della procura.

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