Disaronno Group ha annunciato il perfezionamento del closing che porta sotto la sua gestione il 100% di Amaro Averna e Zedda Piras, due marchi storici precedentemente controllati da Campari. L’acquisizione è stata finalizzata attraverso la costituzione della Newco Meridia con sede a Sassari, struttura che ora detiene la governance dei due stabilimenti.
L’accordo iniziale era stato firmato a dicembre 2026 e, come comunicato dal gruppo, il closing definitivo è avvenuto lo scorso 28 maggio. Contestualmente al completamento dell’operazione, i dipendenti dei siti produttivi in Sicilia e Sardegna — undici persone in totale — sono stati assorbiti da Meridia, garantendo continuità occupazionale e operativa.
Perché questa acquisizione è strategica
La mossa rafforza la strategia di crescita di Disaronno Group, che ha in corso un processo di riorganizzazione e rebranding per consolidare il proprio posizionamento globale. L’integrazione di Amaro Averna, marchio con forte presenza internazionale, consente al gruppo di migliorare la propria posizione in mercati prioritari come gli Stati Uniti, la Germania e l’Italia. Per Zedda Piras, invece, l’obbiettivo dichiarato è il consolidamento della quota sul mercato nazionale.
Impatto sul portafoglio prodotti
L’operazione amplia il segmento spirits e wines del gruppo, integrando due ricette e storie produttive riconosciute. Disaronno Group mira a sinergie commerciali e distributive, sfruttando le proprie reti estere per promuovere i nuovi ingressi. L’acquisizione è stata descritta dalla società come un elemento chiave per arricchire il portfolio internazionale e per aumentare la penetrazione in mercati dove il gruppo è già presente.
Il gruppo: evoluzione, numeri e orizzonti
Illva Saronno Holding ha recentemente adottato il nome commerciale Disaronno Group e ha ridefinito il proprio assetto con tre divisioni: international, spirits e wines. Il gruppo ha dichiarato un fatturato consolidato di 370 milioni di euro, in crescita del 3% rispetto all’anno precedente, segno di una strategia espansiva che passa tanto per acquisizioni quanto per lo sviluppo organico.
Presenza globale e canali distributivi
Disaronno Group dispone di società operative e reti di distribuzione in paesi come Stati Uniti, Regno Unito, Paesi Bassi, Belgio, India e Italia, e lavora con distributori terzi per raggiungere altri mercati. Il gruppo rivolge particolare attenzione anche al global travel retail e ai segmenti emergenti, puntando su prodotti premium e sull’italianità dei marchi come leva competitiva.
Continuità e precedenti acquisizioni
L’integrazione di Averna e Zedda Piras segue una serie di operazioni compiute negli ultimi anni: l’acquisizione di Tia Maria nel 2009, l’ingresso di Sagamore Rye Whisky nel 2026 e di Engine Gin nel 2026, oltre allo sviluppo della controllata Disaronno Ingredients per semilavorati destinati a gelateria e pasticceria. Questi movimenti dimostrano una strategia di diversificazione e consolidamento nel segmento degli spirits e degli ingredienti professionali.
Prospettive e sfide
Secondo il management, nonostante una fase complessa per il settore, sono previste crescite per l’esercizio successivo grazie a politiche commerciali mirate. Il gruppo osserva anche l’evoluzione dei consumi giovanili e l’interesse verso prodotti a bassa gradazione alcolica, segmenti nei quali intende esplorare nuove opportunità senza perdere di vista il posizionamento premium dei brand acquisiti.
Alla guida dell’operazione e del percorso di rinnovamento c’è Marco Ferrari, ceo di Disaronno Group, che ha sottolineato come l’acquisizione rappresenti «un passo fondamentale» per rafforzare la presenza internazionale e valorizzare la dimensione storica dei marchi italiani all’estero. Il passaggio dei due brand sotto la Newco Meridia promette di mantenere l’identità produttiva locale, salvaguardando al contempo la crescita commerciale su scala globale.
In sintesi, l’ingresso di Amaro Averna e Zedda Piras nel portafoglio di Disaronno Group è un esempio di come le aziende storiche italiane stiano riorientando la propria strategia verso una maggiore integrazione internazionale, pur investendo nella conservazione dei valori e delle filiere produttive locali.


