La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione che ordina il ritiro delle truppe americane dall’Iran, un segnale politico significativo contro il presidente Donald Trump, che aveva avviato il conflitto a febbraio. La risoluzione, sostenuta da quattro membri del Partito Repubblicano che si sono uniti ai Democratici, ha un valore prevalentemente simbolico, poiché Trump potrebbe porre il veto se il Senato dovesse approvarla.
Intanto, la situazione in Medio Oriente rimane critica, con attacchi e negoziati che si intrecciano in un quadro geopolitico complesso. La risoluzione è stata accolta con commenti duri dai democratici, che l’hanno definita un messaggio forte e inequivocabile contro la guerra di scelta di Trump, descritta come profondamente impopolare e illegale.
La situazione in Medio Oriente
Mentre la Camera dei Rappresentanti discute il ritiro delle truppe dall’Iran, la regione continua a essere teatro di violenti scontri. Secondo Al Jazeera, un raid aereo israeliano su un condominio residenziale a Gaza City ha causato la morte di almeno nove persone, tra cui quattro bambini. I vigili del fuoco stanno lottando per domare gli incendi divampati, e diverse persone sono rimaste ferite, alcune in condizioni critiche.
Accordo di cessate il fuoco tra Israele e Libano
Israele e Libano hanno concordato un cessate il fuoco, a condizione che anche Hezbollah accetti di interrompere le ostilità. L’accordo, subordinato a una cessazione completa del fuoco da parte di Hezbollah, prevede il ritiro di tutti i combattenti e operatori dalle aree del territorio libanese a sud del fiume Litani, vicino al confine con Israele. La dichiarazione congiunta dei due Paesi e degli Stati Uniti sottolinea l’impegno a proseguire i negoziati diretti per rafforzare la fiducia reciproca e risolvere tutte le questioni aperte.
Le dichiarazioni di Donald Trump
Donald Trump ha dichiarato che i colloqui con l’Iran potrebbero concludersi questo fine settimana e stanno andando molto bene, assicurando che Teheran non avrà mai armi nucleari. Siamo molto vicini alla firma delle carte, ha aggiunto, spiegando di voler separare la questione del Libano dai negoziati in corso con l’Iran. È una situazione di natura ben diversa, ha affermato Trump, sottolineando che i contatti con Hezbollah sono stati avviati per la prima volta e che entrambe le parti hanno acconsentito a non sparare.
Le reazioni internazionali
L’Unione Europea ha condannato con fermezza gli ultimi attacchi iraniani contro infrastrutture civili in Kuwait e Bahrain, definendoli una grave violazione del diritto internazionale umanitario e una minaccia alla stabilità della regione. Il Comando militare centrale Usa (Centcom) ha contestato la versione iraniana, affermando che l’attacco all’aeroporto civile in Kuwait è stato compiuto da droni iraniani, in un attacco deliberato e ingiustificato.
Intanto, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che qualsiasi attacco a Beirut scatenerà una ripresa della guerra su vasta scala. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno negato di aver aperto il fuoco contro il terminal passeggeri dell’aeroporto del Kuwait, affermando che i danni sono stati causati da un errore del sistema di difesa Patriot degli Stati Uniti.
Le implicazioni economiche
La crisi energetica innescata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz sta avendo un impatto significativo anche in Asia. Il National Statistics Office vietnamita ha pubblicato dati che mostrano quanto alto sia il prezzo che la regione sta pagando per la guerra in Medio Oriente. L’Ocse ha previsto scenari gravi per l’economia globale, con una crescita che potrebbe fermarsi all’1,8% nel 2027 se la crisi si prolunga.
In conclusione, la decisione della Camera dei Rappresentanti di ordinare il ritiro delle truppe dall’Iran rappresenta un segnale politico importante, ma la situazione in Medio Oriente rimane complessa e delicata, con implicazioni che vanno ben oltre i confini regionali.


