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Pediatria territoriale in Sicilia: numeri, rischi e le stime della Fondazione Gimbe

La Fondazione Gimbe segnala una lieve carenza di pediatri di libera scelta in Sicilia e numeri che preoccupano sul medio termine: pensionamenti, rapporto assistiti-medico e percentuali di copertura della fascia 6-13 anni.

Pediatria territoriale in Sicilia: numeri, rischi e le stime della Fondazione Gimbe

La Fondazione Gimbe ha pubblicato un’analisi focalizzata sulla situazione dei pediatri di libera scelta in Sicilia, mettendo in evidenza criticità già attive e scenari futuri che potrebbero aggravare l’accesso alle cure pediatriche. Il rapporto prende come riferimento il parametro previsto dall’ultimo accordo collettivo nazionale, che fissa un rapporto ottimale di un pediatra ogni 850 assistiti, e utilizza dati aggiornati a specifiche scadenze per calcolare gap e proiezioni.

Secondo Gimbe, alla data del 1 gennaio 2026 la regione registra una carenza stimata di 2 pediatri di libera scelta rispetto al fabbisogno ottimale. La lettura dei numeri viene integrata in un quadro nazionale più ampio, che mostra differenze regionali e segnali di allarme sul ricambio generazionale tra i professionisti della pediatria territoriale.

Numeri chiave e confronto con la media nazionale

Per comprendere la portata del problema è utile considerare alcuni indicatori: il numero medio di assistiti per pediatra di libera scelta in Sicilia è pari a 853, valore inferiore alla media nazionale di 917 assistiti per Pls e comunque sotto il massimale previsto senza deroghe di 1.000 assistiti. Un altro dato rilevante riguarda la copertura della fascia 6-13 anni: in Sicilia il 61,8% dei bambini in questa fascia è seguito da un pediatra di libera scelta, contro una media nazionale di 82,9%. Questi indicatori segnalano differenze significative nella capacità di assicurare una presa in carico uniforme sul territorio.

Significato dei numeri

Il valore di 853 assistiti per pediatra in Sicilia va letto alla luce dell’ottimale organizzativo fissato dall’accordo nazionale (850): essere leggermente sopra o sotto influisce su turni, visite domiciliari e disponibilità per le famiglie. La percentuale di copertura per la fascia 6-13 anni riflette invece la diversa struttura dei servizi territoriali e la presenza di alternative assistenziali. In termini pratici, questi numeri possono tradursi in tempi di attesa più lunghi e difficoltà nel garantire continuità dell’assistenza.

Pensionamenti previsti e rischio di ulteriore riduzione

Gimbe proietta che entro il 2029 in Sicilia raggiungeranno l’età di pensionamento di 70 anni 216 Pediatri di Libera Scelta. Questo elemento, unito alla già esistente carenza, pone il sistema sotto pressione: il turnover sarà determinante per stabilire se l’offerta di servizi rimarrà adeguata o peggiorerà. Dal punto di vista numerico, la perdita di professionisti esperti potrebbe incidere in modo sensibile sulla capacità delle Aziende Sanitarie Locali di mantenere gli attuali livelli di assistenza sul territorio.

Implicazioni per famiglie e organizzazione sanitaria

La prospettiva dei pensionamenti mette in evidenza due aspetti critici: da un lato la necessità di politiche attive per il ricambio professionale, dall’altro le difficoltà pratiche che le famiglie incontrano durante la scelta del pediatra. Secondo il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, procedure complesse e risposte non sempre tempestive delle aziende sanitarie rendono difficile l’iscrizione dei figli a un pediatra di famiglia, con il risultato che la continuità dell’assistenza rischia di essere compromessa, soprattutto per i bambini più piccoli e fragili.

Impatto della riforma e scenari nazionali

Nel dibattito nazionale un elemento centrale è la bozza di riordino dell’assistenza primaria che prevede, tra le altre cose, l’estensione dell’assistenza pediatrica fino ai 18 anni. Gimbe osserva che un cambiamento di questo tipo richiederebbe risorse notevoli: la stima evocata in alcuni interventi è che per rendere effettiva la riforma servirebbero cifre dell’ordine di migliaia di medici. In questo contesto la Fondazione ha sottolineato con un messaggio sintetico ma incisivo: Per la riforma servono 4mila medici in più.

La difficoltà a reperire personale è inoltre influenzata dal calo dei pediatri di famiglia verificatosi in altri periodi di riferimento e dalle incertezze circa le scelte professionali dei neo-specialisti: non sempre l’aumento dei posti nelle scuole di specializzazione si traduce in un pari incremento dei Pls disponibili per la medicina territoriale.

Conclusioni e priorità operative

Dal quadro delineato emergono alcune priorità: innanzitutto monitoraggio continuo con indicatori omogenei tra regioni, poi l’adozione di criteri che favoriscano il ricambio generazionale e infine investimenti per rendere effettive le riforme organizzative. La Fondazione Gimbe evidenzia come, senza risorse adeguate e obiettivi misurabili, le modifiche proposte rischino di restare prevalentemente organizzative e non tradursi in un reale miglioramento dell’accesso alle cure pediatriche per le famiglie siciliane.

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