In un svolta storica per la politica siciliana, Agrigento ha eletto il suo primo sindaco progressista. Michele Sodano, ex deputato del M5s e laureato alla Bocconi, ha ottenuto una vittoria schiacciante al ballottaggio del 25 maggio, raccogliendo il 72,31% dei consensi contro il 27,69% di Dino Alonge, candidato del centrodestra.
La vittoria di Sodano rappresenta un cambiamento epocale per una città che, dal Dopoguerra, era stata sempre governata da forze moderate e di centrodestra. La festa nel comitato elettorale è iniziata presto, con il distacco incolmabile che si è delineato già a metà dello spoglio. Tra le lacrime di commozione, Ismaele La Vardera, ex Iena e fondatore del movimento Controcorrente, ha celebrato il risultato che darà nuova forza al campo progressista in vista delle prossime sfide elettorali.
La fine di un’era politica
Il centrodestra, tradizionalmente forte ad Agrigento, ha subito una batosta elettorale senza precedenti. La spaccatura interna, con liste diverse che hanno sostenuto candidati diversi, ha indebolito la coalizione. FdI, Fi, Mpa e Udc hanno sostenuto Alonge, mentre Lega, Dc e Nm hanno appoggiato Luigi Gentile. Questo clima rovente ha portato a una resa dei conti tra i ras locali, culminata nella sconfitta.
La vittoria di Sodano è stata accolta con entusiasmo dai leader del campo progressista. Anthony Barbagallo, segretario del Pd siciliano, ha parlato della necessità di accelerare il processo costituente di un’alleanza per liberare la Sicilia da un sistema criminogeno. Nuccio Di Paola, coordinatore siciliano del M5s, ha definito il risultato un segnale dirompente contro gli scandali e a favore della pulizia amministrativa.
Le inchieste che hanno segnato la campagna elettorale
La campagna elettorale è stata segnata da inchieste giudiziarie e colpi di scena. A pochi giorni dal voto, la Procura di Caltanissetta ha richiesto l’arresto del deputato regionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, accusato di corruzione. Questa notizia ha travolto Dino Alonge, già alle prese con la batosta elettorale del primo turno.
Non solo Gallo: anche altri sponsor politici di Alonge sono finiti nel mirino della giustizia. Calogero Pisano, parlamentare nazionale di FdI, è indagato per truffa e peculato, mentre Roberto Di Mauro, deputato regionale del Mpa, è coinvolto in un’inchiesta su tangenti nelle pubbliche forniture. Il tridente del candidato Alonge si è così trovato azzoppato.
Gli attacchi e le repliche
La campagna elettorale è stata caratterizzata da attacchi e repliche. Manlio Messina, deputato nazionale ed ex assessore regionale, ha pubblicato un video sui social in cui attaccava Sodano e La Vardera, ricordando una proposta di legge di Sodano sulla legalizzazione della cannabis e acquistando azioni di un’azienda canadese nel settore. Sodano ha replicato definendo la campagna una macchina del fango ad orologeria e ha ricordato che la sua proposta di legge prevedeva l’autocoltivazione, supportata dalla Direzione Investigativa Antimafia.
Le parole dei protagonisti
Michele Sodano ha promesso una nuova primavera per Agrigentomentre Ismaele La Vardera ha definito la vittoria un regalo di compleanno e ha parlato di una liberazione della Sicilia. Dino Alonge, lo sconfitto, ha ammesso che qualcosa non ha funzionatoriferendosi all’inchiesta che lo ha coinvolto.
La vittoria di Sodano rappresenta un cambiamento storico per Agrigento e un segnale forte per la politica siciliana. La città dei Templi, culla del drammaturgo Luigi Pirandello, si prepara a una nuova era di governo, con l’obiettivo di liberarsi da un sistema politico che ha razziato la regione per troppo tempo.



