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Trasporti pubblici a Palermo: la situazione critica dell’Amat

La situazione dell'Amat è sempre più critica. Scopri perché i sindacati puntano il dito sulla carenza di personale e le dichiarazioni dei vertici aziendali.

Trasporti pubblici a Palermo: la situazione critica dell’Amat

La situazione dell’Amat a Palermo è sempre più critica. Da una parte, i vertici dell’azienda segnalano un aumento degli autisti dichiarati inidonei, dall’altra i sindacati denunciano una grave carenza di personale. Una situazione complessa che richiede un’analisi approfondita.

Negli ultimi 24 mesi, il numero di autisti non più idonei a guidare i bus di linea urbana è aumentato significativamente. Secondo i dati forniti dall’azienda, sono 71 i lavoratori coinvolti, di cui 49 assunti tra il 2026 e il 2026 con il concorsone. L’Amat ha annunciato ulteriori approfondimenti sulla questione.

I sindacati contro la gestione del personale

I sindacati, con una nota congiunta, replicano alla versione dell’azienda, denunciando una grave carenza di personale che sta mettendo a dura prova il servizio. “Quando viene programmato un servizio senza prevedere un numero adeguato di risorse umane, il problema non può essere scaricato su chi quotidianamente garantisce la realizzazione del servizio stesso“, si legge nella nota sottoscritta da Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal, Ugl Autoferro, Cobas-Trasporti e Orsa-Trasporti.

Gli operatori di esercizio, ovvero gli autisti, non decidono organici, turnazioni o investimenti. “Eseguono il proprio lavoro spesso in condizioni difficili, cercando di assicurare continuità ed efficienza. Risulta quindi scorretto e fuorviante puntare il dito contro di loro, quando le criticità nascono a monte, da una programmazione insufficiente o da scelte dirigenziali non adeguate alle reali necessità operative“, continuano i sindacati.

Le visite di revisione e l’assegnazione dei servizi

Sul tema degli inidonei temporanei o definitivi, i sindacati precisano che gli autisti vengono periodicamente sottoposti a visita di revisione presso la direzione sanitaria delle Ferrovie dello Stato, che rilascia l’idoneità o meno. “Quindi si ritiene ‘inutile’ qualsiasi verifica o controllo da parte di chicchessia“, affermano. “Cosa diversa è l’assegnazione di questi, ai servizi interni all’azienda diversi dalla guida, dove qualcuno fuori dall’azienda, potrebbe interferire con pressioni su chi deve decidere l’assegnazione.”

Le dichiarazioni politiche e le responsabilità

Sul caso è intervenuta anche Concetta Amella, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio comunale e componente della terza commissione consiliare che ha competenza sulle aziende partecipate. “Le dichiarazioni dei sindacati confermano ciò che denunciamo da tempo: la crisi dell’Amat non può essere ridotta esclusivamente alla questione degli autisti dichiarati inidonei“, ha dichiarato Amella.

Se il presidente Giuseppe Mistretta ritiene che vi siano irregolarità o abusi, “presenti gli esposti necessari agli organi competenti. Diversamente, occorre interrogarsi sulla qualità delle procedure di selezione e sulla gestione complessiva del personale che ha visto negli ultimi anni aumentare imboscamenti, contenziosi per mansioni superiori, fondo rischi per spese legali ed assenza di concorsi interni“, continua Amella.

Se oggi le organizzazioni sindacali denunciano la mancanza di almeno 150-200 autisti e l’impossibilità di sostenere il piano di esercizio con il personale disponibile, appare evidente che il problema è strutturale e non può essere affrontato scaricando sui soli lavoratori le proprie incapacità“, conclude Amella. “L’amministrazione comunale e i vertici dell’Amat assumano le proprie responsabilità e spieghino quali misure concrete intendono adottare per garantire un trasporto pubblico efficiente e capillare ai cittadini e condizioni di lavoro dignitose e sicure ai lavoratori.”

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