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A Cefalù la collaborazione tra Fermento 2.0 e chef stellato unisce due territori

A Cefalù, i fratelli Salvatore e Rosario Mirenda hanno ospitato una serata gastronomica che ha messo in relazione prodotti delle Madonie e specialità emiliane, con la partecipazione dello chef Mattia Trabetti e il supporto di S.Pellegrino e All Food Sicily.

A Cefalù la collaborazione tra Fermento 2.0 e chef stellato unisce due territori

È la sera di fine primavera a fare da cornice quando a Cefalù si accende un incontro gastronomico che punta a raccontare territorio e intrecci tra culture culinarie diverse. Nel cuore del centro storico, Fermento 2.0locale guidato dai fratelli Salvatore Mirenda e Rosario Mirendaha ospitato un percorso culinario che ha voluto valorizzare le eccellenze locali delle Madonie accostandole a prodotti tipici dell’Emilia-Romagna.

La serata, realizzata con il contributo di All Food Sicily e nell’ambito del progetto firmato S.Pellegrinoha visto la partecipazione dello chef stellato Mattia Trabettiproveniente dall’ALTOil rooftop restaurant dell’Executive Spa Hotel di Fiorano Modenese. L’evento ha voluto mostrare come tecnica e materie prime possano creare un dialogo tra regioni diverse, senza rinunciare all’identità dei singoli prodotti.

Il ruolo dei protagonisti e del territorio di Cefalù

Il progetto prende forma nella scelta dei Mirenda di rimanere a Cefalù e investire nella propria città, scelta che diventa motore di iniziative culturali e gastronomiche. In questa cornice, le Madonie non sono solo sfondo scenografico ma fonte di materie prime, sapori e tradizioni che emergono nei piatti proposti. La presenza di uno chef proveniente dall’Emilia-Romagna ha permesso di confrontare tecniche e prodotti, mostrando come scambi creativi possano esaltare le caratteristiche locali senza annullarle.

Il percorso gastronomico: piatti, abbinamenti e prodotto emiliano

La sequenza delle portate ha raccontato un viaggio sensoriale costruito attorno a prodotti riconoscibili. L’iniziativa ha previsto l’uso di bollicine e acqua per valorizzare il percorso: le etichette di S.Pellegrino e la mineralità di Acqua Panna sono state scelte come accompagnamento costante per ogni portata.

Montanarina con Parmigiano Reggiano 30 mesi e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena

Il primo assaggio è stato una Montanarina servita con Parmigiano Reggiano 30 mesi e Aceto Balsamico Tradizionale di Modena. L’accostamento ha puntato sull’equilibrio tra la sapidità intensa del formaggio stagionato e le note aromatiche e dolciastre dell’aceto, con quest’ultimo che ha assunto un ruolo spiccato nella composizione gustativa. Questo abbinamento è un esempio di come ingredienti emiliani possano dialogare con preparazioni più informali.

Pizza in pala gambero rosso, mousse di mortadella e salsa verde

La seconda proposta ha giocato sul contrasto tra mare e terra: una pizza in pala con gambero rossomousse di mortadella e salsa verde. Qui l’intento era enfatizzare la delicatezza del gambero e le consistenze diverse, con la mousse che ha aggiunto una nota saporita e avvolgente, tendente al salato ma bilanciata dalle altre componenti.

Padellino con tenerumi, cucuzza e salame di cervo con Ragusano

Un’ulteriore tappa del percorso ha rimesso al centro la tradizione siciliana: il Padellino è stato proposto con crema di tenerumi e cucuzzaaccostati a salame di cervo e Ragusano. Questo piatto ha voluto essere una dichiarazione d’amore per il territorio, unendo ingredienti della tradizione locale con interpretazioni contemporanee che ne esaltano sapore e consistenza.

Pizza Special con peperone cornetto arrosto, terrina di agnello e squacquerone

La Pizza Special è stata la portata centrale: peperone cornetto arrosto, terrina di agnello e squacquerone hanno creato un equilibrio tra note arrosto, grasse e fresche. L’intento è stato quello di far convivere componenti provenienti da territori differenti in un piatto armonico, dove ogni ingrediente mantiene il proprio carattere senza sovrastare gli altri.

Dolce finale: torta caprese alle nocciole e gelato alla vaniglia con riduzione di Alchermes

Per chiudere, il dessert ha proposto una torta caprese arricchita dalle nocciole di Siciliaaccompagnata da gelato alla vaniglia e una riduzione di Alchermes. Il dolce ha offerto un finale elegante, dove le consistenze e i profumi hanno chiuso il percorso su una nota equilibrata e riconoscibile.

Nel complesso la serata a Cefalù ha dimostrato come il racconto del territorio possa passare attraverso la cucina e lo scambio tra realtà diverse. L’incontro tra i fratelli Mirenda e lo chef Mattia Trabetti è stato un dialogo concreto tra tecniche, prodotti e identità regionali, sostenuto dall’organizzazione di All Food Sicily e dal progetto di S.Pellegrino.

La manifestazione ha posto l’accento su un punto evidente: il turismo del gusto trova forza quando luoghi come Cefalù valorizzano le proprie eccellenze e aprono spazi di confronto con altre tradizioni culinarie.

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